La Lombardia da domenica
sarà “zona gialla”

Ecco che cosa cambia con la nuova disposizione

La Lombardia da domenica sarà “zona gialla”
Attilio Fontana oggi a Lecco per il “Piano Lombardia”
(Foto di Sandro Menegazzo)

«Ho parlato con il ministro Speranza e mi ha ribadito che il Cts è un po’ in ritardo ma che comunque avrebbe firmato l’ordinanza prima della mezzanotte di venerdì in modo da poter pubblicare il provvedimento domani e poterlo far entrare in vigore da domenica mattina. Sono tranquillo, è una questione di carattere formale del Cts che sta andando un po’ lungo». Così il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha annunciato venerdì sera l’ufficialità della zona gialla per la Lombardia.

Ecco cosa cambia con la zona gialla

Nella quotidianità, si apre lo scenario tracciato dall’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte per blindare le feste natalizie. Rispetto al presente, le novità sono sostanzialmente due: riapriranno bar e ristoranti, fino alle 18, e i confini comunali e regionali diventano più flessibili. Con alcuni precisi paletti, naturalmente, che si rafforzeranno ulteriormente tra Natale e Capodanno e fino all’Epifania.

Con ordine, ci sono alcune date cruciali. Capitolo spostamenti: da domenica sino al 20 dicembre, dalle 5 alle 22 ci si può muovere liberamente nel proprio comune, tra comuni diversi e anche tra regioni gialle, mentre dalle 22 alle 5 ci si muove solo per lavoro, salute o necessità (con autocertificazione); dal 21 dicembre al 6 gennaio, non si può uscire dalla propria regione; dal 7 gennaio al 15 gennaio (data di scadenza del Dpcm) riprendono anche gli spostamenti tra regioni gialle. Il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio, invece, scatta il blocco più ferreo: in quei tre giorni non si potrà uscire nemmeno dal proprio comune (anche se il premier Conte starebbe valutando un allentamento di questa misura). Altra sfumatura riguarda la notte del cambio dell’anno, perché tra 31 dicembre e 1° gennaio il coprifuoco sarà dalle 22 alle 7 (e non fino alle 5).

Bar e ristoranti riaprono, con chiusura però alle 18; dalle 18 alle 22 si potrà fare l’asporto, ma col divieto di consumare nelle vicinanze, mentre la consegna a domicilio è sempre consentita. Al tavolo si sta al massimo in quattro, salvo che tutti siano conviventi (esempio concreto: mamma, papà e tre figli stanno ovviamente seduti insieme). Il combinato disposto tra limiti ai locali e agli spostamenti disegna anche lo scenario per il menù (solo pranzo) delle feste: il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio i ristoranti possono restare aperti, ma la clientela sarà solo quella del comune in cui il locale è ubicato (non si può uscire dal proprio comune…), sia per i coperti sia per l’asporto, mentre la consegna a domicilio è no-limits. I negozi, che hanno già riaperto col passaggio all’arancione, fino al 6 gennaio possono restare aperti solo fino alle 21; quelli nei centri commerciali chiudono però nei giorni festivi e prefestivi, salvo alcune eccezioni (alimentari, tabacchi, edicole, farmacie e parafarmacie, prodotti agricoli e florovivaistici).

Le scuole superiori proseguono la didattica a distanza sino alle vacanze natalizie. Dal 7 gennaio ritornerà sui banchi il 75% di questi studenti. Come si muoveranno? Sui mezzi pubblici, la capienza massima è fissata al 50% dei posti.

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