Lungo intervento nella notte  Comasco e  milanese bloccati in montagna
L’intervento del Soccorso Alpino a Piateda

Lungo intervento nella notte
Comasco e milanese bloccati in montagna

Undici ore in notturna su ghiacciaio: intervento molto tecnico e impegnativo stanotte, andato comunque a buon fine, per il Soccorso alpino della VII Delegazione Valtellina - Valchiavenna del Cnsas Lombardo (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico). Ieri sera, verso le 18,30, è arrivata una richiesta di aiuto da parte di due alpinisti di 43 e 35 anni, un milanese e un comasco, bloccati mentre stavano percorrendo la Cresta Corti alla Punta Scais, sulle Orobie Valtellinesi. Si trovavano a circa 2.900 metri di quota e non riuscivano più a procedere. Dopo avere contattato la Centrale e il Soccorso alpino, hanno deciso di proseguire da soli, con calate a valle.

Verso le 22 però la situazione per loro è diventata più critica: uno dei due era bloccato di nuovo sul ghiacciaio di Porola, a 2.700 metri, in un’area piena di crepacci. Il compagno invece era riuscito a scendere più in basso. La Centrale operativa a questo punto ha inviato le squadre territoriali del Cnsas che hanno avuto non poche difficoltà a localizzare i due.

Le squadre territoriali, composte da sei tecnici Cnsas e sei militari del Sagf (Soccorso alpino Guardia di Finanza), sono risalite battendo i sentieri ai piedi del ghiacciaio percorrendo un dislivello complessivo di circa 1.100 metri, fino a quota 2.600, dove hanno trovato il compagno, anche lui bloccato su delle balze rocciose alla base del nevaio. Era senza corde e non aveva modo di scendere. Due tecnici lo hanno raggiunto, percorrendo una zona molto verticale, con un forte cambio di pendenza, con grossi crepacci e numerose scariche di sassi.

Raggiunto l’uomo, hanno capito che l’altro alpinista era più in alto, a circa 2.750 metri, privo dell’attrezzatura necessaria per affrontare un’escursione in un punto tanto difficile. Per fortuna, era rimasto fermo per non esporsi a rischi ulteriori. Verso le 2 di notte lo hanno raggiunto e lo hanno portato fuori dalla lingua glaciale. Poi, con una calata di una trentina di metri, hanno riportato entrambi gli alpinisti più in basso. Sulle morene hanno ripreso la traccia del sentiero per il rifugio Mambretti, in Val Caronno, dove avevano pernottato la notte prima della salita. Sono arrivati tutti a valle, illesi, verso le 7 di stamattina. L’intervento si è concluso verso le 9.


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