L’uomo che ha fermato l’accoltellatore di Assago è Massimo Tarantino: per due anni ha giocato nel Calcio Como

Aggressione Erano le 18.30 al Carrefour del centro commerciale di Milanofiori quando, ieri, un uomo ha preso un coltello e ha iniziato ad attaccare i clienti dell’ipermercato. Cinque feriti e un morto: l’aggressore è stato fermato da Massimo Tarantino, ex calciatore del Como

L’uomo che ha fermato l’accoltellatore di Assago è Massimo Tarantino: per due anni ha giocato nel Calcio Como
Massimo Tarantino, nel 2003, durante un ritiro del Calcio Como
(Foto di archivio)

Si chiama Massimo Tarantino, ha 51 anni e da ieri il suo nome è sulla bocca di tutti. In molti parlano di lui come di un eroe, anche se ha negato di esserlo. Tarantino - che ha giocato nel Como per due anni tra il 2002 e il 2004, in serie A prima e in B poi - si è trovato nel posto giusto al momento giusto.

Il posto: un supermercato Carrefour nel centro commerciale Milanofiori di Assago. Il momento: le 18.30 di ieri, 27 ottobre 2022.

In quel luogo e a quell’ora per motivazioni ancora tutte da chiarire, Andrea Tombolini - un uomo di 46 anni, di nazionalità italiana, incensurato, con problemi psichici - ha preso da uno degli espositori dell’ipermercato un coltello e ha iniziato a colpire a casaccio le persone intorno a lui, nel reparto dove si vendono frutta e ortaggi, vicino alle casse.

Sono sei in totale le persone colpite da quella mano preda della follia e uno di loro purtroppo ha perso la vita nel corso del trasporto d’urgenza in ospedale. Si tratta di Luis Fernando Ruggeri, un cassiere di 47 anni di origine boliviana.

E chissà quanti altri feriti e morti avrebbe potuto fare Tombolini ieri se non fosse stato lì presente, proprio in quel posto e proprio in quel momento Massimo Tarantino, 51 anni, ex giocatore del Como ma anche di Napoli, Inter e Bologna.

È stato lui a fermare, disarmare e poi consegnare direttamente ai carabinieri della stazione di Corsico l’accoltellatore. «Urlava, urlava e basta» ha raccontato alle telecamere Tarantino, lo stesso che ha poi chiesto di non essere definito “eroe”: «Mi sono accorto che qualcosa non andava quando ho sentito un uomo urlare tra gli scaffali. Io un eroe? Non ho fatto niente...».

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