Mercoledì 12 Giugno 2013

Lurate, mancano 800mila euro

Ma il Comune approva il bilancio

Lavori pubblici nel sottosuolo

Lurate Caccivio Senza entrate straordinarie e una stretta sulle spese, il Comune di Lurate Caccivio, nel 2013, uscirà dal patto di stabilità per circa 800 mila euro.

A tanto ammonta il saldo finanziario negativo indicato nel bilancio di previsione 2013; documento contabile che ha ricevuto il parere negativo sia del responsabile del servizio finanziario, sia del revisore dei conti. Una doppia bocciatura che ha già avuto una conseguenza politica. La minoranza, l’altra sera, ha abbandonato l’aula all’inizio della seduta consiliare convocata ad hoc per la presentazione del bilancio preventivo.

«Nella delibera di approvazione del preventivo, il responsabile del servizio finanziario ha espresso parere negativo sul bilancio e ciononostante la delibera è stata approvata dall’intera giunta - ha spiegato il consigliere d’opposizione, Anna Gargano -. Di fronte a un così chiaro parere sfavorevole del responsabile del servizio, non ci interessa la presentazione del bilancio».

Parere negativo confermato in sede d’illustrazione del preventivo dal ragioniere Achille Pisano, che ha precisato: «Il bilancio rispetta tutti i principi. L’unico aspetto per cui sia io, sia il revisore dei conti abbiamo espresso parere sfavorevole è legato al patto di stabilità. La norma prescrive che il bilancio preventivo debba essere approvato rispettando il patto di stabilità in sede previsionale».

Nella fattispecie così non è, dato che si prevedono entro fine anno pagamenti per un milione e 140mila euro (tra fatture per opere pregresse e altre legate a iniziative avviate dall’attuale maggioranza) e riscossioni per circa 470mila euro, che produrranno un saldo finanziario negativo di 670mila euro.

Aggiungendo l’obiettivo del patto di stabilità per il 2013 pari a circa 108mila euro, calcolato sulla media della spesa corrente del triennio 2007-2009, lo sforamento del patto è previsto in poco meno di 800 mila euro.

A oggi, le somme incassate in conto capitale ammontano a 165mila euro, mentre le spese sostenute in 59 mila euro per fatture pagate nei mesi scorsi; già ricevute altre fatture per 44mila euro, per ora congelate. Se non si invertirà il trend, il rispetto del patto sarà molto difficile. È tornato a ribadirlo con forza l’assessore al bilancio, Fernando Lamorgese. «Non vanno appaltate opere, né fatte spese inutili - ha ammonito Lamorgese -. Se possibile, vanno ridotte ulteriormente le spese correnti (già tagliate, fra l’altro, le indennità di carica del 10%). Prevedendo di dover pagare entro fine anno somme per la fognatura in via Michelangelo (se partiranno i lavori), l’ascensore e la scala esterna della materna Catelli, gli interventi inderogabili sui cimiteri, tali uscite dovranno essere supportate da entrate straordinarie, aiuti regionali, dall’auspicata revisione del patto e dal possibile rientro nei pagamenti della pubblica amministrazione avendo pagato le fatture prima del decreto legge».

Diversamente, «si uscirà dal patto con conseguenze pesanti: tagli ai servizi o aumento delle tasse». n

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