Maurone, resta un solo indagato  È l’autista della ruspa dei Magnan
CANTU' - LA RUSPA POCHI ISTANTI PRIMA DEL TRAGICO VOLO DI MAURO COLOMBO (Foto by Stefano Bartesaghi)

Maurone, resta un solo indagato

È l’autista della ruspa dei Magnan

Cantù - Chiuse le indagini sulla morte di Colombo, avvenuta dopo la festa di Carnevale. La tragedia causata dai movimenti della benna. Nessun rilievo a chi ha autorizzato il corteo

La Procura di Como chiude l’inchiesta sulla morte di Maurone. E, secondo il magistrato titolare del fascicolo, la tragedia durante la serata dei Magnan ha - salvo clamorosi colpi di scena che non possono essere esclusi, prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio - un solo responsabile: l’uomo che si trovava alla guida della ruspa.

Nei giorni scorsi il pubblico ministero Mariano Fadda ha notificato ad Andrea Montorfano, detto “Sgargiante” 38 anni, canturino doc, l’avviso di chiusura indagini con la contestazione dell’omicidio colposo di Mauro “Maurone” Colombo, 48 anni, l’uomo che la sera del 23 febbraio scorso è caduto dalla benna sulla quale si trovava assieme ad altre tre persone in piazza Garibaldi. Soccorso e accompagnato in ospedale, “Puccia” (com’era conosciuto Maurone dagli amici) è era morto tre giorni dopo a causa delle complicazioni dovute ai traumi riportati nell’incidente.

Il corteo era autorizzato

Era un venerdì sera. Per le strade di Cantù si celebrava la «Serata d’altri tempi» organizzata dall’associazione Magnan de Cantuu, di cui Mauro Colombo era socio, uno dei più appassionati. I carri del corteo erano autorizzati - secondo quanto ha potuto ricostruire l’inchiesta della Procura - a percorrere le strade del centro nel tratto tra piazza Marconi e piazza Garibaldi. Una sera goliardica, che si è trasformata in una tragedia.

Colombo era salito sulla benna della ruspa di proprietà di Andrea Montorfano assieme ad altri tre amici: Marzio Radice, Ivo Moscatelli e Angelo Montorfano.

Le cause dell’incidente

Secondo quanto contestato dalla Procura, lungo tutto il percorso - e poi all’arrivo del corteo in piazza Garibaldi, dove si è consumata la tragedia - il conducente della ruspa avrebbe compiuto manovre di innalzamento e abbassamento della benna. Maurone, secondo quanto appurato dall’inchiesta, si trovava in piedi sulla benna, in condizioni di equilibrio molto precari. La caduta, inoltre, sarebbe stata favorita anche - sostiene la Procura - dal fatto che Colombo si trovasse «in stato di ebbrezza alcolica».

Il volo da un’altezza di tre metri gli aveva provocato lesioni gravissime, quali la rottura del fegato e fratture multiple che non gli hanno lasciato speranza.

Per quella tragedia la Procura ha concluso per la sola responsabilità di Montorfano. Nulla è stato invece contestato agli organizzatori o a chi ha autorizzato il corteo dei Magnan. Maurone è morto perché la goliardia si è tramutata in imprudenza.


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