Migliori università “giovani”
Tra le prime 150 c’è l’Insubria

Riconoscimento significativo per l’ateneo comasco-varesino. Il prorettore Serra Capizzano: «Al centro la ricerca e la comunicazione»

L’Insubria è fra le centocinquanta giovani università migliori del mondo.

L’ateneo entra nella classifica internazionale stilata da “Times Higher Education”, piazzandosi nella fascia che va dalla 101 alla 150esima posizione, su un totale di 414 realtà fondate da meno di cinquant’anni in sessantasei nazioni differenti.

A settembre dello scorso anno, sempre la rivista britannica indipendente, specializzata nel valutare il mondo accademico sulla base delle prestazioni fornite, aveva già inserito l’Insubria nella graduatoria generale delle università, collocandola nel gruppo fra 501 e 600, su 1396 università esaminate. Sempre nel 2020, invece l’ateneo finisce fra le prime quattrocento realtà accademiche “cliniche, precliniche e sanitarie”.

«L’impegno per raggiungere un livello qualitativo sempre più alto sta dimostrando la sua efficacia attraverso questo nuovo posizionamento – commenta il prorettore Stefano Serra Capizzano - Gli indicatori adottati per stilare la classifica confermano la centralità della ricerca e soprattutto della comunicazione e del suo impatto nella società». Il lavoro per la “Young university rankings” è stato composto raccogliendo i dati da tre fonti: i siti web, i sondaggi e la banca dati Scopus. Attraverso l’elaborazione, basata su tredici indicatori, sono stati ricavati i risultati sulla qualità dell’insegnamento e della ricerca, sul grado d’internazionalizzazione e del trasferimento tecnologico. E, a garanzia dell’indipendenza della classifica, c’è l’analisi di “Pricewaterhouse Coopers”, fra le più importanti società di auditing e consulenza aziendale nel mondo.

Secondo la classifica delle giovani università, In Italia l’Insubria si piazza nona su tredici, mentre in Lombardia arriva quarta, dopo il San Raffaele, la Milano Bicocca e l’università di Brescia. Buon risultato, invece, quello della ricerca, se scorporato dagli altri indicatori. Secondo questo fattore, l’ateneo comasco e varesino sarebbe il quinto in Italia. In generale, si conferma al primo posto la Hong Kong University of Science and Technology. Al quarto posto c’è il primo degli atenei italiani, cioè la Scuola universitaria superiore Sant’Anna di Pisa.

Fra i punti forti dell’offerta dell’Insubria c’è la facilità di trovare lavoro dopo la laurea. I dati sono stati confermati anche dalla recente indagine di Almalaurea: l’86,2 per cento dei laureati triennali, a un anno dal titolo, ha un impiego ben retribuito: la media in Lombardia è dell’82 per cento e in Italia del 74,1. n 
A. Qua.

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