Molestò una studentessa a scuola  Due anni e mezzo per il bidello

Molestò una studentessa a scuola

Due anni e mezzo per il bidello

Aveva palpeggiato e baciato una minorenne nell’infermeria dell’istituto Sant’Elia. La giovane aveva chiesto aiuto con un sms. Lui si è sempre dichiarato innocente

Due anni e mezzo per violenza sessuale. Il collegio giudicante del Tribunale di Como ha condannato il bidello Biagio Figliola, 59 anni di Bregnano, per i palpeggiamenti a una ragazza minorenne nell’istituto Sant’Elia di via Sesia, in pieno orario scolastico.

Mercoledì mattina si è svolto il processo, durante il quale hanno testimoniato alcuni docenti e compagni di scuola della ragazza, oltre ai carabinieri che hanno effettuato le indagini e che poi avevano eseguito l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

L’episodio risale a un anno fa. Quella mattina la ragazza aveva accusato un leggero malore , e aveva chiesto all’insegnante di uscire dall’aula e di essere accompagnata in infermeria.

Era stato proprio Figliola, ai tempi anche rappresentante dei dipendenti Ata del Sant’Elia, ad accompagnare la giovane.

Arrivati in infermeria, la ragazza avrebbe ricevuto troppe attenzioni dal bidello che, secondo l’accusa, le avrebbe toccato le parti intime, rubando anche qualche bacio.

La ragazza era riuscita a mandare un sms, chiedendo aiuto al suo ex ragazzo, poi è tornata in classe, evitando in un primo momento di raccontare quello che le era successo. Ne aveva parlato in seguito all’amico al quale aveva mandato il messaggio e a un’altra amica. I due sono riusciti a convincere la ragazza a raccontare tutto ai genitori i quali l’hanno accompagnata in caserma a Cantù per sporgere denuncia.

Le indagini dei carabinieri avevano portato a una serie di riscontri sfociati nell’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pubblico ministero Massimo Astori e firmata dal giudice Nicoletta Cremona, che aveva disposto la misura degli arresti domiciliari.

Ieri in aula lo stesso pm Astori, dopo aver sentito anche le testimonianze di docenti e studenti, e soprattutto di quelli ai quali la ragazza aveva raccontato delle “particolari attenzioni” che le erano state rivolte dal bidello, ha chiesto la condanna dell’imputato, ritenendo congrua una pena di due anni e mezzo di carcere. Figliola, da parte sua, ha sempre affermato con convinzione di essere totalmente estraneo ai fatti: anche per questo il suo difensore, l’avvocato Mariachiara Arrighi, ha chiesto l’assoluzione.

Il collegio giudicante ha invece sposato totalmente la tesi dell’accusa, e ha condannato l’imputato alla pena chiesta dal pm, due anni e mezzo. Il Tribunale ha inoltre condannato Figliola al pagamento a favore delle parti civili (assistite dall’avvocato Cecilia Angela Volontè) di una provvisionale di diecimila euro alla ragazza e di 2.500 euro ai genitori, a titolo di risarcimento del danno.

Figliola era accusato di violenza sessuale, aggravata dal fatto che era stata compiuta all’interno o di istituto d’istruzione e di formazione frequentato dalla persona offesa. Ma c’erano da considerare anche le attenuanti generiche e quelle legate alla minore gravità del fatto.

Da qui il conteggio dei mesi di pena, che risulta essere abbastanza severo. L’avvocato difensore di Figliola, Mariachiara Arrighi, ha già annunciato l’ intenzione di ricorrere in Appello.


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