Morti in corsia a Saronno  Ci sono altri 5 casi sospetti
L’arresto di Leonardo Cazzaniga, nel novembre dello scorso anno

Morti in corsia a Saronno

Ci sono altri 5 casi sospetti

La Procura di Busto Arsizio ha notificato nuovi “avvisi di conclusione delle indagini”. All’ex vice primario Leonardo Cazzaniga di Rovellasca contestati decessi avvenuti tra il 2011 e il 2013

Salgono a 9 i casi sospetti di morti in corsia all’ospedale di Saronno. Ai 4 decessi del primo “filone” d’inchiesta (denominata “Angeli e Demoni”) se ne sono, infatti, aggiunti altri 5 nel secondo troncone. Nella giornata di venerdì la Procura di Busto Arsizio, rispetto a questa seconda tranche, ha notificato nuovi “avvisi di conclusione indagine” nei confronti degli indagati, Leonardo Cazzaniga, 61 anni, di Rovellasca e Laura Taroni, 41 anni di Lomazzo.

Omicidio volontario

L’ex viceprimario del pronto soccorso di Saronno deve rispondere personalmente di ulteriori cinque casi sospetti di morti in pronto soccorso. Cinque casi che vanno ad aggiungersi ai 4 contestati nella prima parte dell’inchiesta. Rispetto a questa prima parte di inchiesta, si sta svolgendo in tribunale a Busto Arsizio l’udienza preliminare che vedrà ulteriori step all’inizio del nuovo anno tra l’8 e il 10 gennaio.

«L’attività d’indagine, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Saronno – si legge in una nota ufficiale diffusa nel pomeriggio di ieri - si pone come prosecuzione di quella che aveva portato nel novembre del 2016 all’arresto dei due. L’acquisizione di nuova documentazione, l’audizione di altre persone informate sui fatti, le segnalazioni di cittadini e le perizie degli apparati informatici sequestrati dopo l’esecuzione delle misure cautelari hanno fatto chiarezza su altri nuovi casi di decesso sospetti, tra i quali sono emerse chiare responsabilità nei confronti del medico per i cinque casi oggetto dell’avviso notificato nella giornata odierna. Per questa nuova fase i decessi sono avvenuti tra il 2011 e il 2013». Anche la Taroni è coinvolta nel secondo filone di inchiesta, ma solo per le morti in ambito familiare.

L’articolo completo su La Provincia di Como di sabato 21 ottobre

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