Domenica 19 Aprile 2009

Municipio troppo grande
Meglio sistemare l'hotel

CIVENNA Hanno un bel palazzo comunale, con gli archi, le colonne e lo stemma sul pavimento all’ingresso; ma loro non lo volevano e non lo vogliono. Preferivano non vedere l’ex albergo Belvedere vuoto e dimenticato nella piazza principale del paese, e magari, trovare più servizi.
I civennesi - e anche quella truppa eterogenea di villeggianti che nel paese vive perché l’aria è buona, e la vista splendida – non hanno condiviso la scelta di costruire questa palazzo municipale. Opera importante, anche nei volumi, e terminata da pochi anni, non sembra riscontrare i favori dei cittadini, per i forti dubbi sull’utilità di investire una cifra tanto importante. «Il nostro municipio è un edificio adatto a un paese con migliaia di persone, mentre noi siamo solo in seicento – spiega Alberto Bianchi-. Si poteva tranquillamente sistemare la struttura vecchia, di dimensioni ridotte ma adatte a un paese come il nostro. In piazza resta l’ex albergo Belvedere, abbandonato si poteva intervenire su di esso». Concorda Enrico Castrovilli: «Il nuovo municipio è eccessivo per un paese come Civenna; i soldi impegnati si potevano investire meglio, magari proprio sul Belvedere. È di proprietà privata, ma l’amministrazione doveva e poteva fare qualcosa. Manca l’idea di paese, bisognerebbe trovare un connubio tra la bellezza dei luoghi e la conservazione del centro. Non si ha visione del futuro».
In realtà per l’albergo si è parlato tempo fa di un progetto per una ristrutturazione, con una parte residenziale e una parte ricettiva. Per ora però nulla è partito. I civennesi sembrano comunque vedere in queste due strutture altrettante occasioni perse: «Mancano i servizi, soprattutto quelli sportivi – sostiene Ludovico Pasini -. Il campo da basket è conciato, e per avere la chiave del campo da calcio non si sa mai a chi rivolgersi. Si poteva poi intervenire anche sugli impianti dell’oratorio». «Servirebbe un maggiore controllo dei vigili, soprattutto d’estate – dice Luisa Cucchi -. Si vive ancora tranquilli, però un intervento in questa direzione sarebbe opportuno». «Gli impiegati comunali e gli amministratori sono persone a modo, fanno il possibile; ma credo che i fondi a disposizione non siano molti – racconta Giuseppe Pasquale -. Anche dagli uffici sono sempre disponibili. Purtroppo a Civenna c’è poco o niente. L’età media è alta, siamo tutti pensionati. Qui una volta c’erano tantissime ville; ora a poco a poco il paese muore». Giorgio Rampin ha casa a Venezia e Civenna; qui però passa gran parte del suo tempo: «Mia moglie è di qui, il posto è meraviglioso; i servizi però sono cari. L’acqua per esempio costa tantissimo. Il comune è bello, centrale, comodo e spazioso». Franco Merzario torna a parlare del Belvedere: «Gli acquirenti c’erano, ma non si è voluto vendere. È stata una scelta dell’amministrazione. Il comune è bello ma costa; come organizzazione e avvenimenti ci stanno superando tutti, persino Barni».
Giovanni Cristiani
(2. Continua)

a.savini

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