Sabato 19 Aprile 2014

Mutuo truffa in banca

Tutti assolti: non ci sono prove

La minaccia di una verifica fiscale dietro la richiesta della tangente all’origine del processo
(Foto by archivio)

Tutti assolti, per insufficienza di prove. Si è concluso così, in tribunale a Como, il processo nei confronti di Mario Colombo, 47 anni, di Asso, ex direttore della filiale erbese della Hypo Alpe Adria Bank di Erba e di altri tre imputati tutti accusati di avere architettato, orchestrato e condotto in porto una truffa alle spalle di un imprenditore di Busto Arsizio, che perdette la casa in cui abitava con la moglie.

Con Colombo, accusato di avere concesso l’erogazione di un mutuo ipotecario pur essendo perfettamente a conoscenza del fatto che quei soldi sarebbero serviti per orchestrare una truffa, il giudice Ferdinando Buatier De Mongeot ha assolto anche Tito Bianchi, Cristiano Bianchi e Salvatore Bonetti.

Pur in assenza di motivazioni, che saranno depositate più avanti, è presumibile che dietro la decisione del tribunale via sia stata l’impossibilità, in particolare per Colombo, di accertare la sussistenza del dolo, cioè della piena consapevolezza del direttore, assodato che i soldi senz’altro girarono, come attestano i documenti prodotti dalla Procura.

Tutta la vicenda ruotava attorno alle figure del commercialista milanese Antonio Carlomagno - già giudicato in altre sedi per reati di natura fiscale - e del maresciallo della guardia di finanza Ivano Magnini, arrestato tre anni fa dai suoi colleghi del nucleo di polizia tributaria di Como con l’accusa di avere chiesto tangenti a imprenditori sotto indagine per frode fiscale. Magnini, nella prospettazione della procura, era stato lo spauracchio cui gli imputati del processo per i fatti della Hypo bank avevano fatto ricorso pur di convincere quell’imprenditore di Busto a stipulare il mutuo.

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