Neppure un fiore per Battisti
L’anniversario triste in Brianza

A 16 anni dalla morte, primo anniversario senza la salma dell’artista al cimitero di Molteno

La coda dei fan al cimitero di Molteno è ormai un ricordo. Ieri, a 16 anni dalla morte di Lucio Battisti, nel camposanto del paese lecchese (dove Battisti aveva riposato per quindici anni, dopo la morte nel 1998) manca il via vai di appassionati.

Quelli che, in passato, venivano per portare un fiore, lasciare una foto dinanzi al sepolcro del loro idolo, per dire una preghiera in tono raccolto ricordando il mito della canzone italiana. Dopo lo spostamento della salma dal cantante, disposto dalla vedova Grazia Letizia Veronese nel settembre 2013, il “pellegrinaggio” di fan è solo un ricordo. Ieri mattina solo alcuni moltenesi . Fan di Lucio? Pochissimi. Uno c’è, venuto da Giussano come ogni anno per ricordare il cantante.

La decisione di trasferire la salma era arrivata improvvisamente, destando lo stupore dei moltenesi e dei numerosi fan che arrivavano da ogni dove fino a Molteno. «Non c’era alcuna confusione al cimitero, per me Battisti poteva stare ancora qui – commenta il moltenese Marco Redaelli – e mi dispiace che non ci sia più la sua tomba. Dove venivano tanti fan, specialmente di domenica, per lasciare un fiore. Anzi, anche la scorsa domenica ne ho visti alcuni, ma non avevano più un luogo dove lasciare il loro ricordo».

Un’opinione condivisa tra i cittadini: la tomba di Battisti poteva rimanere in paese. «Aveva scelto la Brianza perché gli dava fastidio il caos della città, e noi abbiamo sempre avuto un atteggiamento di rispetto nei confronti della sua privacy - racconta Giordano Fumagalli -. Non so perché la vedova abbia scelto di spostare la salma. Non capisco nemmeno perché la famiglia abbia fatto interrompere la festa: era un bell’evento per i fan, e se Battisti era diventato famoso lo doveva a chi ascoltava la sua musica».

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