Niente multa in cambio di sesso
Il giudice reintegra uno dei vigili

Accolto il ricorso contro il licenziamento di un agente

In sede penale aveva patteggiato sei mesi per abuso d’ufficio

Il vigile urbano licenziato riottiene il proprio posto di lavoro. Si conclude così la querelle giudiziaria riguardante il vigile urbano, 54 anni, sospeso e poi licenziato insieme al collega. I due agenti furono al centro della vicenda di favori sessuali chiesti ad un’automobilista per toglierle una multa. Entrambi patteggiarono e le pene furono sospese: sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio uno, tre i capi d’imputazione e un anno e otto mesi oltre a 360 ore di lavori socialmente utili l’altro.

Una prima udienza a luglio fino a quella del 18 dicembre. Il giudice si riserva di decidere. Poi la sentenza che prevede il reintegro del vigile urbano licenziato e condanna il Comune a corrispondere all’ex dipendente gli stipendi arretrati dall’ottobre dello scorso anno ad oggi. L’ente locale però è stato compensato dalle spese legali. Una sentenza, di cui non si conoscono ancora le motivazioni, che ha preso alla sprovvista gli amministratori i quali preferiscono non commentare e attendere le motivazioni della sentenza.

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