Martedì 18 Novembre 2008

Occhio al radar: cinquemila multe dalla Svizzera

Quasi cinquemila multe in quindici giorni. Mittente, la Polizia del Canton Ticino, del Canton Grigioni e del Canton Uri e destinatari sono automobilisti italiani incappati nei radar disseminati lungo la viabilità maggiore e minore della Confederazione. E’ un numero da primato e sta mettendo sotto pressione il Centro di Cooperazione di polizie e dogane italo -elvetiche di Chiasso, Ccpd, inaugurato dieci anni fa e che acquisterà maggiore importanza dal 12 dicembre prossimo, quando saranno abbattute le frontiere per l’applicazione del trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Fra le novità ancora in fase di definitiva organizzazione, i reciproci pattugliamenti: la Polizia italiana potrà entrare in territorio ticinese, entro certi limiti e la Polizia ticinese potrà far controlli nel nostro Paese. Insomma, se ci sarà una pattuglia svizzera in piazzale Santa Teresa, per dire o lungo la Regina e la Lomazzo-Bizzarone, vorrà dire che l’Europa è arrivata davvero.
Ma forse per “prove tecniche di Schengen”, forse perchè i radar non hanno conosciuto soste e si sono moltiplicati, in questi giorni migliaia di italiani ricevono sanzioni per violazioni al Codice della strada rossocrociato ed è solo un  picco. Come ha spiegato al settimanale “Il caffè della Domenica” il direttore del Centro di cooperazione, Cristoph Cerinotti, nel 2007 sono state 90.000 le targhe italiane finite nel mirino. Ma non sarebbero da meno gli svizzeri che commettono infrazioni stradali in Italia, secondo quanto lascia trapelare un agente. In attesa dei dati, ci sono le sensazioni e se l’interscambio di notifiche è reciproco quanto la collaborazione tra forze di polizia, è reciproca anche la trasgressione dei limiti di velocità.

a.cavalcanti

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