Domenica 24 Novembre 2013

Omicidio di Giacomo Brambilla
Fra un anno la causa per i danni

La polizia davanti al locale di Senna durante i rilievi

Se tutto va bene la vedova e il figlio di Giacomo Brambilla potranno vedersi riconosciuto il risarcimento danni per l’orrendo scempio del corpo del loro caro tra un anno e mezzo abbondante.

Giovedì scorso, infatti, il giudice civile di Como ha fissato la data per le conclusioni della causa contro Emanuele La Rosa: udienza aggiornata al 13 novembre 2014.

I tempi della giustizia riescono sempre a sorprendere, in negativo. Perché a fronte di un iter penale sull’omicidio nell’armeria di Alberto Arrighi particolarmente rapido, la causa civile avanza affannosamente. E la sentenza di primo grado rischia di arrivare quando saranno trascorsi non meno di cinque anni dal delitto.

Nella causa contro il suocero di Arrighi, i familiari della vittima - che abitano a Lipomo - chiedono il riconoscimento del «danno non patrimoniale, morale, biologico ed esistenziale» per un «delitto barbaro» stimato in 300mila euro.

Familiari che «ogni volta che penseranno alla morte di Giacomo» si ritroveranno di fronte al «ricordo del taglio della testa del cadavere, della testa mozzata infilata in un forno da pizzeria acceso e del corpo buttato in un dirupo».

Da qui la richiesta a La Rosa, ex titolare della pizzeria La Conca d’oro di Senna Comasco che non ha mai fatto neppure un gesto per risarcire - anche simbolicamente - le persone che ancora piangono l’aspirante socio in affari di Arrighi, ucciso con tre colpi alla testa nell’armeria di via Garibaldi a Como.

Nonostante il mancato risarcimento del danno e la totale assenza di qualsiasi richiesta di perdono, La Rosa nelle scorse settimane aveva ottenuto dal tribunale di Sorveglianza l’ammissione ai servizi sociali, riuscendo così a scampare la cella.

L’iter civile per la richiesta danni era cominciato due anni fa e si era interrotto dopo la morte di Luigi Brambilla, padre di Giacomo.

Giovedì l’ultima udienza, rinviata per le conclusioni al novembre dell’anno prossimo. La sentenza, se non vi saranno intoppi, è attesa per la primavera del 2015.

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