Passaggi a livello, dossier a Roma  «Il nuovo sistema è pericoloso»
L’allungamento dei tempi di chiusura delle sbarre nel tratto verso Como Lago comporterebbe gravi problemi in città

Passaggi a livello, dossier a Roma

«Il nuovo sistema è pericoloso»

Il Comune diffida Ferrovienord dall’attivare le modifiche sulle barriere. Nel mirino, oltre ai guai viabilistici, i ritardi per le ambulanze e i rischi per i pedoni

Il Comune di Como ha inviato un dossier a Ferrovienord per chiedere, in estrema sintesi, di rivedere tutto il sistema di sicurezza in modo che i tempi di chiusura dei passaggi a livello non aumentino in modo sensibile, come era stato garantito nero su bianco dalla società di trasporti, salvo poi inviare a Palazzo Cernezzi un’indicazione con le tempistiche che vanno a più che raddoppiare l’attesa rispetto ad adesso. Era stato nei giorni scorsi l’assessore Pierangelo Gervasoni ad annunciare che i tecnici del settore - il dirigente Giuseppe Ruffo e il responsabile dell’ufficio mobilità Loris Molteni - stavano predisponendo un elenco dettagliato degli effetti negativi per la città dell’entrata in funzione del nuovo sistema, che vanno dalle ripercussioni sul traffico al rischio che i pedoni (nell’ordine di migliaia al giorno) vedendo allungare i tempi di attesa a dismisura, attraversino passando sotto le sbarre.

Non solo. Il documento di fatto è una diffida a Ferrovienord a mettere in funzione il nuovo sistema senza aver prima realizzato uno studio sulle ricadute oltre al fatto che viene contestato che il rilascio del permesso occupare alcune aree comunali rialasciato da Palazzo Cernezzi, era subordinato al fatto che non ci fossero variazioni sostanziali dei tempi di chiusura dei passaggi a livello. Garanzie poi modificate dalla società.

Insomma, contestazioni formali che si sommano al fatto che il Comune è pronto a qualsiasi azione, anche legale, per tutelare i cittadini dal rischio caos viabilistico, senza contare che il passaggio a livello di Sant’Orsola rappresenta il collegamento con l’ospedale Valduce e stop tanto prolungati avranno ricadute anche sui mezzi di soccorso. Ecco perché il Comune imputa proprio alle ferrovie qualsiasi responsabilità anche in questo senso. Del resto proprio sulle conseguenze per ambulanze e urgenze era stato molto duro nelle scorse settimane il sindaco Mario Landriscina, che aveva contestato duramente il provvedimento.

Il dossier del Comune finirà a questo punto anche sul tavolo tecnico che verrà convocato dal ministero dei Trasporti (come aveva annunciato la parlamentare del Pd Chiara Braga, dopo aver sottoposto la questione al ministro Paola De Micheli) e a cui prenderanno parte Ferrovienord e l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie con l’obiettivo di valutare possibili correttivi vista la particolarità della situazione comasca.

Nelle scorse settimane era arrivata anche la disponibilità dell’assessore regionale Claudia Terzi (che aveva scaricato le colpe su Roma) ad incontrare l’amministrazione comasca.

Restano caldi, infine, i telefoni di alcuni parlamentari comaschi come Alessio Butti (FdI) che si è subito attivato su più fronti e Claudio Borghi (Lega) che ha avviato un dialogo con le Nord oltre ad annunciare una serie di ordini del giorno ed emendamenti con l’obiettivo di smuovere il ministero. La partita, ad ogni modo, è ancora tutta da giocare.


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