Più soldi ai dipendenti del Comune

Il ministero non ci sta e denuncia

Gli ispettori a Palazzo Cernezzi: contestati aumenti a pioggia decisi negli anni scorsi Segnalazione alla Corte dei Conti. Nel mirino anche la gestione delle mostre con Csu

Più soldi ai dipendenti del Comune Il ministero non ci sta e denuncia
Problemi per i dipendenti del Comune di Como: contestati gli aumenti decisi negli anni passati

Il ministero dell’Economia e delle finanze contro il Comune.

Gli ispettori romani hanno recapitato a Palazzo Cernezzi una relazione che contiene alcune contestazioni di non poco conto. Sotto accusa, in particolare, due scelte operate dall’amministrazione negli anni scorsi (il periodo preso in esame va dal 2006 al 2011, quando governava il centrodestra): una in materia di retribuzione dei dipendenti, l’altra sulla gestione delle grandi mostre.

Il capitolo che desta maggiore preoccupazione negli uffici di via Vittorio Emanuele è il primo, visto che le risposte fornite dal Comune in una sorta di memoria difensiva non hanno convinto il ministero. Tanto che è partita una segnalazione alla Corte dei Conti, chiamata a valutare se ci sia stato spreco di denaro pubblico.

La questione è piuttosto tecnica e riguarda la contrattazione decentrata, in particolare le cosiddette progressioni orizzontali. In sostanza, Roma contesta a Palazzo Cernezzi l’assegnazione di “premi” in busta paga senza pesare in modo sufficientemente accurato il lavoro svolto dai dipendenti in questione.

Il Comune ha risposto che è previsto un meccanismo di valutazione (con attribuzione di un punteggio alto solo ai lavoratori che hanno svolto un percorso di crescita professionale) simile a quello di altre città, ma il ministero l’ha bocciato. Mancato rispetto dei principi di selettività e meritocrazia, questa la critica mossa all’amministrazione del capoluogo.

La questione riguarda, come detto, il passato, visto che da qualche anno le progressioni sono sparite, complice il blocco - deciso a livello nazionale - dei contratti decentrati. E in ogni caso la maggior parte delle amministrazioni ha detto basta senza attendere disposizioni superiori, vista la carenza di risorse.

Ora non si può far altro che attendere le eventuali mosse della Corte dei Conti (i documenti sono stati spediti alla sezione lombarda per i rilievi del caso). Il rischio è quello di dover restituire i fondi indebitamente assegnati.

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