Mercoledì 15 Gennaio 2014

Pompieri, la sirena in consiglio

Interrogazione della Rivolta

Un intervento dei vigili del fuoco volontari erbesi
(Foto by Archivio)

Il caso della sirena dei pompieri approda in consiglio comunale per volontà di Erica Rivolta, capogruppo della Lega Nord. Era stata lei a chiedere di limitarne l’uso, in particolare durante le ore notturne. Non la sirena sui mezzi stradali, ma il sistema di allertamento del distaccamento dei volontari erbesi montato a trenta metri di altezza sul campanile di Santa Eufemia.

Dal Comando provinciale il funzionario Gennaro Di Maio precisa che «l’approntamento delle squadre funziona indipendentemente dalla sirena» e che « questa potrebbe anche guastarsi, ma il servizio sarebbe ugualmente garantito».

Nei distaccamenti dei volontari, il personale viene avvertito tramite cercapersone. Succede anche a Erba, ma nella nostra città i pompieri, che ieri non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, sostengono da tempo la necessità di avere un secondo sistema che entri in funzione in caso di avaria del primo. Di qui la necessità di attivare il segnale acustico. È anche una tradizione, che i volontari erbesi sono riluttanti ad abbandonare.

«Ma nessuno mette in discussione il loro impegno, in tutta sincerità ritengo che il nostro distaccamento sia una piccola eccellenza tutta erbese» precisa la Rivolta. «Chiedo solo di non far risuonare quell’allarme se non veramente in casi di grande urgenza, e di evitare di avviarlo di notte».

La capogruppo leghista si dice «sorpresa per il polverone sollevato da questa richiesta, dato che in altri distaccamenti i volontari si comportano esattamente nel modo indicato da me. Eppure sono stata attaccata, anche su Facebook, e mi sorprende che tanta gente si mostri così interessata alla sirena e non alla stangata delle tasse che ci sta arrivando addosso».

Ora il passaggio in consiglio comunale: «È giusto farlo - conclude - ma mi aspetto che Marcella Tili mi risponda che anche di notte quello è un suono amico. E invece c’è una fascia di persone deboli, persone ansiose e anziani il cui riposo andrebbe tutelato».

Franco Tonghini

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