Riciclaggio da un miliardo di dollari  Scomparsa la manager  presa a Como
L’interno del carcere comasco del Bassone, dov’è stata detenuta l’imprenditrice ricercata dagli Usa

Riciclaggio da un miliardo di dollari

Scomparsa la manager

presa a Como

Gli Usa chiedono all’Italia l’estradizione di Daisy Rafoi Bleuler, arrestata a Villa d’Este. Deve rispondere di una maxi corruzione con il Venezuela. Liberata, adesso non si trova più

Ora che gli Stati Uniti vorrebbero la sua estradizione, di Daisy Rafoi Bleuler, manager svizzera arrestata la scorsa estate al Villa d’Este perché coinvolta in un clamoroso giro di corruzione internazionale e riciclaggio di denaro sporco (si parla di ben un miliardo di dollari), non si trova più alcuna traccia. E dopotutto i giudici della corte d’Appello avevano accolto il ricorso presentato dai legali della donna, aprendo a lei le porte del carcere ben prima che la giustizia Usa chiudesse il caso formalizzando i capi d’accusa contro di lei e altre due persone.

L’arresto

Quasi casualmente, la nostra città si è trovata al centro al centro di un caso internazionale che tocca le sorti della presidenza Maduro, i rapporti tra Stati Uniti e Russia rispetto al Venezuela.

Daisy Rafoi Bleuler è un’imprenditrice svizzera, originaria delle Isole Fiji. Nel luglio scorso i poliziotti della squadra mobile la andarono a prendere nella sua stanza d’hotel, al Villa d’Este, dove si era presentata per festeggiare il proprio compleanno. Non aveva fatto i conti con l’obbligo da parte degli alberghi di comunicare le presenze dei propri ospiti. E così quando il nome dell’imprenditrice svizzera è stato inserito nella cosiddetta “scheda alloggiati”, in polizia è scattato l’alert: la donna, infatti, aveva a suo carico un ordine di cattura internazionale emesso dai giudici del Texas nell’ambito di un’inchiesta per corruzione.

L’accusa

A settembre la corte federale di Houston ha formalizzato a carico della donna e di altre due persone, l’ex presidente della unità acquisti della compagnia petrolifera di Stato del Venezuela, Javier Alvarado Ochoa, e un gestore patrimoniale con cittadinanza sia svizzera che portoghese, Costa Casqueiro Murta, l’accusa di riciclaggio di denaro nell’ambito di un giro di un miliardo di dollari di corruzione.

Una vicenda giudiziaria che ha avuto particolare clamore, dal punto di vista internazionale. Anche perché si inserisce in un momento di grandissima crisi per il Venezuela. Non solo, la Pdvsa, ovvero la compagnia di stato petrolifera venezuelana, era già finita nel mirino della giustizia statunitense dopo che nell’agosto del 2018 un banchiere svizzero era stato condannato da un giudice di Miami per riciclaggio di denaro, accusato di aver aiutato delle persone vicine al presidente Maduro a ripulire e riciclare nei paradisi fiscali 1,2 miliardi di dollari, soldi che sarebbero stati sottratti proprio alle casse della Pdvsa.

Ora la giustizia statunitense ha chiesto all’Italia l’estradizione dell’imprenditrice arrestata la scorsa estate al Villa d’Este, ma rimasta al Bassone per pochi giorni prima di poter tornare in libertà. A questo punto ai giudici Usa non resta che tentare di chiedere l’aiuto alla giustizia svizzera per riuscire a rintracciare la facoltosa donna, a cui evidentemente gli inquirenti texani sono interessati a chiedere che fine hanno fatto le centinaia di milioni di dollari fatti sparire in banche estere.


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