Giovedì 23 Gennaio 2014

«Rifiuti cancerogeni in discarica»

L’ombra dell’ex Sisas su Mariano

L’impianto di smaltimento in località Cascina Settuzzi
(Foto by archivio)

La mattina del 3 maggio 2011 i carabinieri del nucleo operativo ecologico, accompagnati dagli uomini dell’Arpa di Como, si presentano nella discarica di via del Radizzone. Scopo della visita un campionamento dei rifiuti provenienti dalla bonifica del polo chimico dell’ex Sisas di Pioltello.

Dopo quasi due mesi di analisi su due campioni prelevati, l’Arpa invia un rapporto alla magistratura segnalando la presenza di «rifiuti speciali pericolosi» per la presenza di una concentrazione oltre il doppio i limiti consentiti di benzo(a)pirene, una sostanza altamente cancerogena.

I viaggi proibiti

Compare anche la discarica di Cascina Settuzzi nell’inchiesta della Procura di Milano che ha portato all’arresto di sei persone, tra funzionari pubblici e titolari d’impresa, con accuse che vanno dalla corruzione alla truffa aggravata fino al traffico illecito di rifiuti.

Ma a parte gli indagati arrestati, sono in totale sedici le persone finite sotto inchiesta per il presunto conferimento di rifiuti pericolosi alla discarica di Mariano Comense, utilizzata fin dal 1965 (come sottolineano anche i magistrati titolari dell’inchiesta) per lo smaltimento dei rifiuti urbani e in possesso di un’autorizzazione per l’attività di discarica di rifiuti non pericolosi.

Tra il 20 dicembre 2010 e il 29 gennaio 2011, invece, oltre le sbarre dell’impianto gestito dalla Waste Italia srl (il cui procuratore speciale, Massimo Cozzi, è tra gli indagati) sarebbero entrati non meno di 596 camion carichi di rifiuti provenienti dall’ex Sisas, per un peso complessivo stimato dalla Procura in ben 18.501 tonnellate.

Rifiuti che, sostiene la magistratura, a Cascina Settuzzi non sarebbero dovuti entrare.

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