Riforma ospedali
Per i direttori
un miglioramento

Callisto Bravi parla di «risparmi che deriveranno dall’ottimizzazione di strutture»

Armando Gozzini non teme riduzioni

Il “risiko” delle aziende ospedaliere non preoccupa i direttori generali. «Non disagi, ma solo opportunità di miglioramento dei servizi per gli utenti». Risparmi ed economie di scala da investire sull’innalzamento degli standard di qualità delle strutture ospedaliere: queste sono le opportunità che potrebbero derivare dal piano di accorpamenti di Asl e aziende ospedaliere preparato dal presidente della commissione sanità della Lombardia Fabio Rizzi.

«A fronte di ogni riforma possono verificarsi momenti di incertezza legati ai cambiamenti, ma in questo caso non vedo la possibilità di disagi pratici per i pazienti e gli utenti - sottolinea il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Varese Callisto Bravi - anzi, i risparmi che deriverebbero dall’ottimizzazione e dalla razionalizzazione delle strutture amministrative potrebbero portare a recuperare risorse a favore dei pazienti e per il miglioramento dei servizi».

Spostiamoci a Busto Arsizio. «Gli ospedali non li sposta nessuno, quindi gli utenti difficilmente si accorgeranno dei cambiamenti» lo dice chiaramente Armando Gozzini, direttore generale dell’azienda ospedaliera bustese, che nel piano Rizzi è destinata ad uno “smembramento”, con Busto accorpata all’Altomilanese, Saronno sotto Como e Tradate sotto Varese.

«I nostri tre sono ospedali importanti, che servono bacini d’utenza molto ampi, quindi non saranno destinati ad essere ridimensionati - prosegue Gozzini - per quel che riguarda un ridisegno della geografia amministrativa, è già successo in passato e potrebbe comportare qualche problema burocratico ma nulla di più. Se le decisioni saranno di buon senso rispetto alle esigenze della gente e se i modelli di gestione cambieranno, le cose potrebbero cambiare in meglio anche per gli utenti».

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