Rossotti, ufficiali le dimissioni  Forza Italia vuole il rimpasto
Simona Rossotti e il sindaco Mario Landriscina

Rossotti, ufficiali le dimissioni

Forza Italia vuole il rimpasto

Gli Azzurri non accettano le deleghe di Cultura e Turismo. L’obiettivo è avere due uomini un giunta e l’assessorato all’Urbanistica

Sono state le dimissioni più tirate in lungo della storia recente comasca: da quando sono state annunciate, alla definitiva formalizzazione, sono trascorse almeno un paio di settimane. Durante le quali Simona Rossotti , che ieri mattina alle 12.15 si è presentata di persona all’ufficio protocollo per depositarle, è riuscita a far parlare di sé più di quanto non abbia fatto nei due anni precedenti.

E ora che sono libere le caselle di Cultura e Turismo, si apre la ricerca di un nuovo membro di giunta. Compito che spetta al sindaco Mario Landriscina, che nel frattempo ha fatto proprie le due deleghe.

Formalmente si tratta solo di individuare una persona a cui affidare quelle materie. In realtà sul tavolo c’è molto di più. Si chiama rimpasto: un termine taumaturgico, a cui gli amministratori di qualsiasi latitudine e longitudine ricorrono sperando nello stesso effetto della polvere sotto al tappeto.

Un camuffamento insomma delle difficoltà che lacerano la maggioranza di centrodestra. Dove spicca la posizione di Forza Italia, autoesclusasi dalla giunta lo scorso novembre. Nella serata di mercoledì si è riunito il direttivo cittadino, proprio per discutere dell'opportunità di rientrare in giunta. Ma non dalla porta di servizio aperta dal sindaco Landriscina. Una eventualità di cui il partito comasco, (commissariato da tempo e nelle mani di Mauro Caprani), non vuole sentire parlare. In altre parole non bastano le deleghe a Cultura e Turismo per convincere gli Azzurri a far di nuovo squadra nella sala dei bottoni e a garantire una tenuta solida in consiglio comunale. O almeno, non solo quelle. Vogliono due uomini in giunta. L’obiettivo vero a cui puntano alla vigilia delle elezioni europee è l’Urbanistica, il che vuol dire, tra le altre cose, l’edilizia privata, competenza saldamente nelle mani di Marco Butti, Fratelli d’Italia, il partito che, a livello consiliare sta traendo i maggiori benefici dalla crisi di Forza Italia.

Sono passati di là, o si apprestano a farlo, i consiglieri e un assessore che nel corso di questi due anni, uno dopo l’altro, hanno abbandonato quello che è stato un tempo il primo partito cittadino.

Ma adesso che cosa succederà? Di fatto una lunga melina. FI non ha avanzato alcuna richiesta, ma fa capire con il silenzio che ha alzato la quota dell’asticella. Né sembra disposta a fare sconti al sindaco, al quale rinfaccia ancora la disinvolta gestione del caso dell’assessore Francesco Pettignano, riaccolto in squadra subito dopo il fulmineo cambio di casacca che gli ha permesso di sottrarsi al diktat del commissario Caprani, che aveva intimato ai suoi di lasciare l’esecutivo. Una palese presa di distanza da Palazzo Cernezzi, che Forza Italia considera sempre meno in sintonia con la città.


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