Sabato 14 Settembre 2013

S. Anna e Valduce

Restano le code

Como

Il problema dei tempi d’attesa per sottoporsi a un esame o ad una visita non è nuovo. E non è nemmeno risolto. Tuttavia, una buona notizia è arrivata dall’Asl di Como. Grazie a un finanziamento deciso dalla Regione, in totale 25 milioni di euro, l’azienda sanitaria ha potuto pubblicare un avviso pubblico mettendo “in palio” un milione e 200mila euro destinati specificamente alla riduzione delle liste d’attesa nelle strutture situate in provincia di Como. Soldi utilizzabili in due modi da ospedali e centri diagnostici: ampliare l’offerta con nuove prestazioni oppure tenere aperti più a lungo gli ambulatori.

Il bando è stato pubblicato il 22 luglio scorso e sono state premiate 18 strutture. «Abbiamo fornito tutte le indicazioni operative sull’utilizzo di questi fondi - ha spiegato Vittorio Bosio, direttore del dipartimento Programmazione dell’Asl - L’obiettivo è quello di evitare che verso fine anno, quando il budget a volte non è più del tutto adeguato, si possano creare difficoltà di accesso alle prestazioni ambulatoriali in alcune strutture».

Non a caso, le risorse andranno a coprire il periodo tra settembre e dicembre di quest’anno, proprio quello più critico per chi opera nel mondo della sanità. «Con l’avviso pubblico - continua Bosio - abbiamo innanzitutto chiarito quali erano le esigenze del territorio, sulla base, delle nostre rilevazioni periodiche sulle attese per le diverse prestazioni. Poi sono state valutate le offerte delle singole strutture, in termini di miglioramento dei servizi, ferma restando l’intenzione di garantire una situazione omogenea su tutto il territorio provinciale». Tutte le informazioni sulle novità apportate grazie a questo tesoretto arrivato da Milano verranno riportate nei prossimi giorni sul sito dell’Asl.

Ovviamente tutti gli erogatori sono tenuti a garantire - a fronte del finanziamento - il rispetto dei tetti stabiliti dalla Regione sui tempi d’attesa: non più di trenta giorni nel caso di una visita, non più di sessanta per un esame. E dovranno sottoporsi a verifiche periodiche da parte dell’ente di via Pessina.

Una quota di finanziamento è stata impegnata per evitare la riduzione dei giorni d’apertura dei punti prelievo. L’elenco delle prestazioni coinvolte nell’iniziativa è pubblicato nel grafico in questa pagina , ci sono anche settori particolarmente gettonati come la cataratta, lo stripping vene varicose e l’artroscopia del ginocchio.

Tra le strutture finanziate ci sono l’ospedale di Erba, quello di Gravedona e Villa Aprica. Mentre Sant’Ana e Valduce non hanno partecipato al bando. Il motivo? Dal Sant’Anna spiegano: «Non c’erano le condizioni, ma non stiamo trascurando il tema delle liste d’attesa. Puntiamo su liberi professionisti da reclutare per incrementare alcune prestazioni, magari potremmo utilizzare proprio i residui di questo bando». E al Valduce chiariscono: «Uno dei requisiti richiesti era il raggiungimento del 105% del budget, al netto degli sconti previsti dalla Finanziaria 2006. Numeri alla mano, sappiamo che per noi è impossibile rispettare questo requisito e non avrebbe avuto senso partecipare a Como. L’abbiamo fatto, invece, per la nostra sede di Costamasnaga (Lecco).

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