Martedì 25 Novembre 2008

Salvate dalla montagna
anche le scuole del centro

<+G_TONDO>Tutte salve le scuole di Como, almeno per il prossimo anno. Anche l’Istituto comprensivo Como Centro e l’Ipsia Leonardo da Vinci, che  beneficeranno delle deroghe per gli istituti di montagna.
"Ma sono in pianura!", obietterà qualcuno. Non importa: la legge, per una volta, è dalla parte del Lario. Dopo l’emendamento approvato l’11 novembre in senato, la linea dura della Gelmini (progressiva chiusura dei plessi con meno di 50 alunni e accorpamento tassativo delle dirigenze che gestiscono istituti con meno di 500 iscritti) è rinviata ad 2009/2010, previo confronto tra Regioni ed enti locali, mentre rimane in auge il dpr 233 del ’98. Quest’ultimo prevede comunque un limite minimo di 500 alunni perché si possa costituire un’autonomia scolastica, tant’è vero che Como centro (con 420) e la Leonardo (411) erano rimasti nella lista delle direzioni da tagliare (per la prima si vociferava di un accorpamento con la direzione didattica di via Fiume e per la seconda era già stata proposta due anni fa l’annessione alla Ripamonti). Ma l’assessore provinciale all’Istruzione Achille Mojoli ha fatto valere, insieme ai colleghi di Lecco e Sondrio, un comma del Dpr del ’98 («Nelle province il cui territorio è per almeno un terzo montano, in cui le condizioni di viabilità statale e provinciale siano disagevoli e in cui vi sia dispersione e rarefazione di insediamenti abitativi sono concesse deroghe automatiche agli indici di riferimento») e ieri la Direzione regionale della Pubblica istruzione ha precisato che anche Como Centro e la Da Vinci possono beneficiare della proroga di un anno proprio «perché situate in località la cui provincia è collocata per più di un terzo in zona montana».

a.cavalcanti

© riproduzione riservata