Mercoledì 12 Giugno 2013

Sant’Ambrogio

«Tre milioni buttati»

Un capolavoro barocco abbandonato dalla città
(Foto by Foto Bartesaghi)

Cantù Uno spazio espositivo, un polo culturale, un set cinematografico persino.

Sant’Ambrogio potrebbe essere tante cose. Ma al momento non ne è nessuna, se non uno spazio affascinante e chiuso, senza utilizzo, in balia dell’umidità che lo mastica.

Un gioiello il cui recupero è costato 11 anni di lavori e 3 milioni e 500mila euro.

Per questo il Comune lancia un appello ai privati, perché vogliano partecipare al suo recupero, visto che le sole forze delle casse comunali non possono condurre da nessuna parte.

Un punto morto al quale si è giunti, secondo l’assessore alla Gestione del territorio Vincenzo Latorraca e di quello alla Cultura Francesco Pavesi, perché la passata maggioranza, (e soprattutto il sindaco Tiziana Sala ) non aveva alcuna idea a guidare il suo operato.

Con l’unico effetto di aver dilapidato ingenti risorse pubbliche per restituire Sant’Ambrogio alla città senza sapere cosa poi la città se ne sarebbe fatta.

Quello custodito delle secentesche mura della ex chiesa della Trasfigurazione è un luogo bello e impossibile, che dopo la soppressione dell’istituzione religiosa nel 1784 è stato segnato dagli utilizzi i più disparati. Caserma, un deposito militare, botteghe. E le pareti di cemento grezzo che accolgono nel mezzo della navata raccontano di quando, nei decenni in cui l’edifico fu abbandonato, qui si insediarono a vivere delle famiglie.

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