Mercoledì 07 Agosto 2013

Saronno, assomiglia all’omicida

Fermato e subito scagionato

Un sopralluogo nella gioielleria Il dono di Tiffany

Gli inquirenti tornano sul luogo del delitto. Ieri sera, attorno alle 18, i carabinieri del Nucleo investigativo sono tornati nel negozio di bigiotteria di Maria Angela Granomelli per effettuare nuovi rilievi.

Hanno alzato la saracinesca e sono rimasti all’interno del negozio per una ventina di minuti. Basta forse questo particolare per capire che l’arresto dell’assassino non sembra essere imminente. Il riservo rimane massimo, da parte della Procura e delle forze dell’ordine, ma l’impressione è che le indagini si vadano complicando.

Il confronto delle impronte digitali lasciate dall’uomo nel luogo del delitto attraverso il sistema automatizzato di identificazione impronte (Afis) non sembra aver dato risultati, anzi. L’omicida non sarebbe schedato, non un pregiudicato. Ogni affermazione, però, necessita del condizionale anche perché lunedì, ad un certo punto, sembrava quasi che il colpevole fosse stato preso.

Un uomo che sembrava assomigliare alla persona ripresa dalle telecamere è stato fermato da una pattuglia.È’ bastato poco, però, per capire che la persona fermata non c’entrava nulla con l’uomo sui 35 anni, con pantaloncini corti a quadri e una t-shirt, che sabato 3 agosto ha massacrato di botte la proprietaria della gioielleria “Il dono di Tiffany”.

Sembrerebbe destituita di ogni fondamento anche la voce, circolata nei giorni scorsi, che l’uomo possa essere una persona affetta da problemi psichici.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Nadia Calcaterra, possono comunque contare su tutta una serie di elementi. I filmati ripresi dalle telecamere interne, anche se non di qualità eccelsa, darebbero comunque un’immagine abbastanza chiara del volto dell’assassino.

Nelle mani degli inquirenti ci sono poi numerose tracce ematiche, oltre alle impronte digitali lasciate dall’uomo nel negozio nei lunghi minuti in cui si è intrattenuto con la proprietaria.

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