Domenica 04 Agosto 2013

Sassaiola contro il treno a Lentate

Il racconto dell’arbitro Cazzaniga

Como Treno fermo alla stazione San Giovanni

- Quella che avrebbe dovuto essere l’ultima gita spensierata prima delle tanto attese ferie estive, e che fin lì indubbiamente lo era stata, ha rischiato di trasformarsi in un dramma. È la brutta avventura che ha vissuto in prima persona Paolo Cazzaniga, 34 anni, uno dei volti più conosciuti della locale sezione dell’Aia (l’associazione italiana arbitri di calcio), che recentemente si è guadagnato la ribalta delle cronache per aver organizzato con successo l’itinerario culturale per le vie del centro storico denominato «La Seregno storica».

Nei giorni scorsi Cazzaniga è salito alla stazione di Como sul Regio Express in arrivo da Bellinzona, che ha preso le mosse poco dopo le 19 in direzione Milano, al termine di un pomeriggio in compagnia in riva al lago. «Tutto -racconta- è andato per il meglio finché non abbiamo raggiunto la zona tra Lentate sul Seveso e Meda. Lì è accaduto l’imprevisto». Ecco il suo dettaglio: «Ad un certo punto, in maniera del tutto inaspettata, abbiamo udito distintamente dei botti contro il convoglio. Il treno ha vibrato e tra noi passeggeri si è ingenerato un po’ di panico. Oltretutto, mi trovavo su un sedile con le spalle al corridoio, per cui ho potuto vedere distintamente la polvere che si è alzata all’esterno, una polvere molto spessa».

C’è spazio quindi per un approfondimento: «Siamo rimasti fermi per alcuni minuti, cinque o sei credo, prima che fosse possibile riprendere la marcia. In questo breve lasso di tempo, il nervosismo si è sprecato: tutti ci siamo chiesti cosa fosse successo e l’ipotesi più accreditata è stata un atto vandalico, con lancio di sassi. Da questo punto di vista, però, l’unica certezza che abbiamo è che il treno ha rallentato prima che udissimo i rumori e pertanto non escludo che vi sia stato un impatto con qualcosa che si trovava sui binari e che era stato visto dal macchinista. Tuttavia, non saprei dire cosa».

La giornata si è infine conclusa in un modo del tutto inaspettato: «Purtroppo, i danni registrati sono stati significativi. Lo testimonia il fatto che siamo approdati successivamente alla stazione di Seregno procedendo a passo d’uomo. Qui io sono sceso per fare ritorno a casa, ma come me anche chi voleva raggiungere Milano ha dovuto scendere. Dall’altoparlante è stato infatti annunciato che non c’era più la possibilità di proseguire la corsa e che, pertanto, c’era l’esigenza di optare per altri convogli».

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