Martedì 10 Giugno 2014

Scandalo nell’Assese

«Documenti falsi per il Csi»

1 La formazione dell’Assese: avrebbe schierato per due volte giocatori non tesserati per il Csi, falsificando i nomi sui cartellini di identità. Di qui prima l’esclusione dai play off e poi la squalifica della società dai campionati Csi per i prossimi tre anni2 Il presidente dell’Assese Pasquale Lopez: il provvedimento colpisce anche lui fino a tutto giugno 2017. Contro la decisione dell’organo sportivo, è stato proposto ricorso dalla società

Provvedimento durissimo e senza precedenti, almeno in tempi recenti, quello adottato dal Csi nei confronti dell’Assese, società del campionato Open a 11.

L’Assese è stata infatti esclusa da ogni attività del Centro sportivo italiano per i prossimi tre anni, dopo aver schierato un giocatore non tesserato per il Csi, utilizzando la falsificazione di un documento d’identità.

Una condotta che ha di fatto rovinato una stagione, che sembrava volgere al meglio. L’Assese si era infatti qualificata sul campo per i playoff, ai quali avevano accesso le prime quattro squadre dei due gironi A e B. Poche ore prima dell’inizio degli spareggi per l’assegnazione del titolo provinciale, in seguito a un ricorso presentato dalla Valbasca (che ha poi preso il posto dell’Assese ai playoff), alla società di Asso è stata contestata la posizione irregolare di alcuni tesserati, che risultavano avere presenze in Terza categoria nei campionati Figc, con un’altra società: una situazione vietata dal regolamento.

L’Assese è stata così condannata a cinque punti di penalizzazione (più l’annullamento di una vittoria, conseguita contro il Giussano) e di conseguenza costretta a giocare una partita singola di playout, contro il Cernobbio Calcio: la gara si è svolta sabato 24 maggio ad Asso, ed è terminata sul risultato di 2-0 per l’Assese, che avrebbe quindi ottenuto la salvezza e condannato il Cernobbio alla retrocessione in categoria B. Ma in campo c’era ancora qualcosa di strano: un centrocampista dell’Assese, Luca Bertarini, identificato con un nome sulla distinta ma chiamato in modo differente dai compagni in campo, ha insospettito i dirigenti del Cernobbio, che hanno indagato e scoperto la triste verità.

Il giocatore in questione giocava infatti con il documento di un altro atleta (regolarmente tesserato per l’Assese), che era stato falsificato in modo da poter passare indenne al controllo che viene effettuato con l’appello dell’arbitro prima di ogni partita. Un altro pasticcio, con l’aggravante della premeditazione.

Il Cernobbio Calcio ha immediatamente presentato ricorso: il Csi ha organizzato un confronto fra il direttore di gara, il presidente dell’Assese, Pasquale Lopez, e il tesserato irregolare in questione, Luca Bertarini che, tra l’altro, lo scorso anno giocava proprio nell’Assese.

L’omologazione della gara è stata prima sospesa, poi è arrivato il pesantissimo verdetto nei confronti dell’Assese: esclusione della società e inibizione del presidente Pasquale Lopez da qualsiasi attività nel Csi fino a tutto il giugno 2017. Il capitano dell’Assese, Nunzio Giuffrè, è stato squalificato per un anno, mentre Valentino Arenare, altro giocatore della squadra, è stato fermato per dieci giornate per «aver fornito documentazione atta a perpetrare i fatti contestati». A carico della società, anche una multa di 250 euro.

La partita in questione è stata inoltre tramutata in un 3-0 a tavolino a favore del Cernobbio Calcio, che ha così ottenuto la salvezza e potrà giocare nella prossima stagione ancora in categoria A.

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