Giovedì 19 Dicembre 2013

Scuole di Albavilla

No alla benedizione

Nessuna benedizione nelle classi dell’Istituto comprensivo Kennedy. Nei giorni scorsi don Alessandro Magni ha chiesto ai vertici della scuola di poter passare nelle aule per la benedizione e gli è stato risposto di farlo dopo l’orario scolastico. Il parroco ha preferito quindi soprassedere.

«Ho fatto richiesta verbale all’istituto comprensivo di poter dare la benedizione natalizia e mi hanno detto di no, non ho idea quale sia la motivazione, non me l’hanno spiegata - racconta don Alessandro - Non è il primo anno che capita, non ho compreso se sia una decisione del preside o del consiglio d’istituto».

La controproposta dell’istituto è stata di benedire fuori dall’orario scolastico: «Mi hanno detto che se volevo potevo presentarmi alla fine delle lezioni, dopo le 16, non ho ben capito se dovevo benedire dentro o fuori dalla struttura, non mi sembrava comunque il caso. Non è logico mettere in discussione la benedizione come capita all’ora di religione». Solo ad Albavilla don Alessandro ha incontrato una situazione simile: «Nei paesi di cui mi sono occupato in precedenza si è sempre trovato una soluzione, tipo radunare tutti i ragazzi che volevano la benedizione in palestra. Solo qui ad Albavilla mi sono imbattuto in un problema simile».

La questione è emersa anche sui social network, su Facebook, dove una mamma si è lamentata con l’ex sindaco e attuale consigliere regionale Alessandro Fermi: «Quando l’altra sera alcuni concittadini mi hanno informato di quanto accaduto ho stentato a crederci - dice Fermi - Da sindaco ho sempre avuto ottimi rapporti con il preside, che ritengo una persona capace e di buon senso, quindi aver appreso questa notizia, che peraltro ho scoperto essere una prassi che si sussegue da anni, mi ha ancor più stupito. Viviamo in una società di matrice cristiana e il momento del Natale fa parte di noi, della nostra storia oltre che della nostra cultura. Nelle scuole cattoliche ci sono anche studenti di altre religioni che non si sono mai sentiti offesi o esclusi dall’allestimento del presepe o dal momento della messa».

Per Fermi si deve trovare una soluzione: «Proprio nel rispetto delle altre religioni, chi non è interessato alla benedizione può restare in classe e svolgere altre attività. Penso che la maggior parte degli italiani sia contraria alla cancellazione di queste tradizioni: ricordiamo tutti con nostalgia quando il parroco passava nelle scuole prima del Natale e nessuno ha mai pensato che questo momento potesse provocare traumi o ferire la sensibilità di qualcuno. Una società in cui a Dio si pensa troppo poco ed in cui si tolgono anche i riti collegati al Natale rischia di diventare atea e soprattutto incapace di leggere nel Natale i valori che la cristianità porta con sé».

Il preside dell’Istituto comprensivo Kennedy non vuole polemiche e lo ribadisce più volte. Conferma comunque quanto spiegato dal parroco. Don Alessandro, se vuole, può dare la benedizione dopo l’orario scolastico ai ragazzini che rimangono all’interno dell’istituto. Una scelta che ha sollevato perplessità, perché è risaputo gli scolari hanno sempre una gran voglia di uscire all’aperto e un sacco d’impegni. «Non voglio polemiche inutili -replica Giuliano Fontana - Il parroco non mi ha chiesto direttamente di passare per la benedizione, non ho idea con chi abbia parlato. In ogni caso dopo l’orario di scuola, dopo le 16, può tranquillamente venire in istituto e benedire i ragazzini che decidono di fermarsi. Questo gli è stato detto».

Il parroco però voleva benedire nell’orario di scuola, ma per il preside non è possibile: «Mi sembra si stia tirando fuori una questione annosa, io non voglio alimentare discussioni, non credo sia questo il luogo. Se ci sono dei chiarimenti da dare li daremo al diretto interessato, mi sembra sia la soluzione più logica»

Giovanni Cristiani

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