Domenica 08 Dicembre 2013

Si sblocca il cantiere dell’ex Mulino
Ma dovrà abbassarsi di un piano

Il cantiere per la costruzione di un hotel di lusso: una minaccia per la bellezza delle sponde del lago

Si apre una prospettiva per decapitare l’ecomostro sorto sulle macerie dell’ex Mulino e portare a termine i lavori fermi da una decina d’anni.

Si torna a parlare dell’ex night club, acquisito nel 2002 dall’immobiliare “I Canapi”, all’epoca rappresentata dall’imprenditore edile Guido Valsecchi, e che sarebbe dovuto diventare un albergo a quattro stelle. Con questa garanzia l’amministrazione comunale, allora in capo al sindaco Marco Bianchi, aveva aderito al progetto di demolire l’esistente e costruire un nuovo immobile multipiano con una parte ricettiva a monte, un ristorante panoramico a picco sul lago, una discesa fino alla riva con un sistema di ascensori e un solarium accanto alla spiaggia.

I lavori erano stati portati avanti a spron battuto fino ad acquisire l’attuale complesso, al centro di roventi critiche per l’impatto ambientale e la compromissione paesaggistica del territorio della Riva Romantica. Poi erano subentrati gravi problemi finanziari e i lavori erano stati sospesi.

Nel frattempo per ragioni di sicurezza del cantiere e della gru è più volte intervenuto l’ufficio tecnico comunale, e a complicare la situazione c’è stato di mezzo, nel 2008, anche l’incidente stradale costato la vita a un motociclista finito nel burrone e morto dopo una straziante agonia a causa delle ferite riportate senza che alcuno si rendesse conto che lo sventurato era precipitato nello strapiombo verso il lago.

L’amministrazione comunale a guida di Patrizia Nava ha più volte ribadito che la destinazione turistico-alberghiera non sarebbe cambiata così che il cantiere praticamente dismesso è rimasto a dare una brutta immagine al territorio con riguardo, in particolare, alla veduta dal lago.

La novità è venuta dal nuovo piano di governo del territorio, elaborato dall’urbanista Enrico Bernasconi, adottato dal consiglio comunale con i voti della maggioranza e l’astensione, senza particolari critiche, del consigliere di minoranza Marco Marsili del gruppo Pirati.

Secondo i nuovi indirizzi, l’Amministrazione sarebbe disposta a rivedere la destinazione dell’immobile non legandola più in esclusiva all’indirizzo turistico-alberghiero ma introducendo la destinazione residenziale, ma a condizione di un drastico ridimensionamento della cubatura che dagli attuali 5200 metri cubi tuttora riconosciuti per la destinazione alberghiera passerebbe a 2800 metri cubi in caso di utilizzo residenziale. Si dovrà tenere conto, inoltre, delle nuove regole di rispetto delle distanze dal limitrofo valletto che passerebbero da 5 a 10 metri dall’alveo con conseguente adeguamento dell’immobile.

In pratica, se si dovesse passare al residenziale la struttura costruita ma non ultimata dovrebbe essere ridotta di almeno un piano con mitigazione dell’impatto sul paesaggio. Si apre ora la fase delle osservazioni nell’ambito della quale la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici avrà modo di dire la sua.

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