Soldi dei frontalieri  Appello a Mattarella
La dogana al valico di Ponte Chiasso (Foto by archivio)

Soldi dei frontalieri

Appello a Mattarella

Appassionata lettera del sindaco di Cerano, Oscar Gandola, al presidente della Repubblica sui ristorni

I conti sui ristorni dei frontalieri - linfa vitale per Comuni e realtà di confine - non tornano, almeno dal 2015 in poi.

E così il sindaco Oscar Gandola - decano, quanto a esperienza amministrativa, dei primi cittadini del territorio - ha preso carta e penna e scritto direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una lunga lettera - fatta pervenire in esclusiva anche a “La Provincia” - in cui Oscar Gandola spiega di essere «amareggiato per non riuscire a trovare un conforto o quantomeno un interlocutore in grado di fornirmi risposte concrete rispetto ad un problema che da anni affligge e penalizza Cerano d’Intelvi». Per inciso sino al 2014, i ristorni rappresentavano per Cerano una quota superiore al 20% del bilancio comunale, in buona sostanza «l’unica fonte economica certa per poter programmare e realizzare interventi sul territorio».

Poi qualcosa è inaspettatamente cambiato. A dicembre 2015, pur avendo messo a bilancio (prudenzialmente) 29 mila euro, ne sono stati trasferiti solo 13 mila, in barba peraltro alla granitica regola del tetto del 4% nel rapporto residenti e frontalieri, condizione imprescindibile per ottenere i ristorni. E qui sta il problema, perchè a Cerano d’Intelvi - dove peraltro ci si conosce tutti - il Comune ha censito per nome, cognome e datore di lavoro 36 frontalieri, per i quali (contando circa 1050 euro a frontaliere, lo dicono i numeri) si sarebbe dovuta incamerare la cifra di 37.800 euro.

«Nonostante le nostre rimostranze, anche per l’anno 2015 i fondi relativi - erogati nel luglio 2016 - sono stati calcolati su 15 frontalieri», scrive Oscar Gandola. E così in ragione del tetto del 4% citato poc’anzi i trasferimenti sono stati girati alla Comunità montana Lario-Intelvese. Il primo cittadino non si è però arreso ed ha chiesto una verifica direttamente alla fonte ovvero al Dipartimento delle Istituzioni (sede a Bellinzona) del Canton Ticino. Il Dipartimento ticinese ha confermato che per gli anni 2014 e 2015 i frontalieri residenti a Cerano erano 32. Così dopo un’ulteriore verifica, il primo cittadino ha scritto al ministero dell’Economia e delle Finanze.


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