«Spesi tre milioni per la caserma  Che a Cantù non serve»
L’ala restaurata che dovrebbe ospitare il nuovo comando della polizia locale (Foto by Bartesaghi)

«Spesi tre milioni per la caserma

Che a Cantù non serve»

Quasi ultimato il restauro del municipio: la città si troverà con ben due sedi della polizia locale. L’assessore Cattaneo: «Cercherò di fare cambiare la destinazione d’uso»

È aperto da ormai una quindicina d’anni il cantiere per recuperare il municipio. Manca l’ultimo lotto, che resterà fermo al palo, visto che per quest’anno il Comune non può concedersi spese consistenti, per rispettare i vincoli del patto di stabilità. Se ne parlerà alla fine del 2015, quindi.

Il paradosso è che al termine dei lavori la polizia locale potrebbe trovarsi ad avere ben due sedi: una operativa, quella attuale in via Vittorio Veneto; e una di rappresentanza, nuova di zecca, nella cornice preziosa del chiostrino di Santa Maria.

Una spesa che oggi certo sarebbe stata messa in coda nelle lista delle priorità, dove invece svetterebbe il tema della sicurezza: da un rinnovamento della dotazione tecnologica, sostituendo le telecamere di videosorveglianza e acquistandone anche di altre, per controllare le targhe dei veicoli in ingresso.

Ma i fondi già stanziati sono vincolati e non si possono compiere scelte differenti.Le risorse per realizzare l’intervento sono nelle casse del municipio da tempo: 2 milioni e 800mila euro dati alla fine del 2009 dal ministero dell’Interno allora guidato dal leghista Roberto Maroni, che arrivò nel Comasco per annunciare l’elargizione al sindaco – leghista anche lei – Tiziana Sala.

Il sindaco Claudio Bizzozero, da parte sua, ha sempre sottolineato che quegli spazi, pregevoli e splendidi per attività culturali, sono inadatti per il comando dei vigili: «Sicuramente ci fa piacere poter chiudere il recupero di questo complesso – dice – anche in virtù dell’importanza di questo immobile e della posizione centrale. Da sempre però ho sostenuto che aver costruito il progetto attorno a quel vincolo per l’utilizzo di quei fondi è errato».

«Ho contattato anche i deputati Nicola Molteni e Chiara Braga – dice l’assessore alla Legalità Paolo Cattaneo – per capire dal ministero se sia possibile cambiare la destinazione di queste risorse, ma a oggi non abbiamo avuto riscontri».

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