Lunedì 01 Settembre 2008

Spettri, serpenti e altri strani vicini

«Non è raro, la sera, vederli scivolare via come spettri, ombre veloci rasenti i muri che si infilano oltre il cancello, penetrano tra gli alberi e spariscono dietro il portone...». In via Petrarca al civico uno - a due passi dalla stazione ferroviaria di Como Borghi - una delle più belle case del centro città la cui costruzione sembrerebbe risalire all’inizio del XIX secolo, distribuisce sul vicinato una luce sinistra di mistero.
Appartenuta in passato a una famiglia di industriali della seta, scomparsi senza lasciare eredi, la villa è abbandonata da anni, custodita giusto da un paio di tigli rigogliosissimi e da una folta selva di faggi rossi che la nascondono, almeno in parte, alla vista di chi ci abita attorno. Edificata su due piani e in condizioni apparentemente discrete, la dimora che tanto preoccupa i vicini può considerarsi l’archetipo delle tante case fantasma disabitate o in attesa di restauro che ormai da anni costellano il centro città senza che nessuno - e meno che mai i proprietari, spesso a corto di fondi - riesca a mettervi mano. L’esito è scontato:«Diventano un problema di ordine pubblico», spiegano i residenti di via Petrarca, convinti che quelle ombre altro non siano che stranieri, immigrati e disperati senza un tetto sopra la testa: «Piante immense che nessuno pota, un giardino cui nessuno bada... Sui marciapiedi si inseguono scorzoni, la mattina, dal parco, si alzano in volo anche i fagiani...».

a.cavalcanti

© riproduzione riservata