Charlie Hebdo, sospettati  spariti nel nulla

Charlie Hebdo, sospettati spariti nel nulla

Alla fine la grande operazione in Piccardia per catturare i presunti killer della strage al settimanale satirico parigino Charlie Hebdo, si è risolta in un fallimento. Nessuna traccia della macchina carica di armi segnalata in mattinata e sulla quale viaggiavano i due fratelli franco-algerini sospettati per la strage. Sulle loro tracce sono mobilitati 88 mila uomini. Nel mondo continuano le manifestazioni di solidarietà. Ieri sera la Tour Eiffel è stata spenta alle 20 per commemorare le vittime

Attacco Charlie Hebdo:assalitori in fuga

Attacco Charlie Hebdo:assalitori in fuga
(Foto by GIT)

Sparatoria a sud Parigi,morta poliziotta

Sparatoria a sud Parigi,morta poliziotta
(Foto by Z04)

Charlie: dicevano essere di al Qaida

Charlie: dicevano essere di al Qaida
(Foto by ACC)

Charlie Hebdo, preso l'autista

Charlie Hebdo, preso l'autista
(Foto by Z13)

Charlie Hebdo: nulla di fatto nel nord

Charlie Hebdo: nulla di fatto nel nord
(Foto by AN-GIT)

Giovedì 8 gennaio, ore 23

Si è conclusa l’operazione dei reparti speciali francesi sulle tracce dei terroristi di Charlie Hebdo in Piccardia, accanto alla foresta di Longpont. Restano solo le vetture dei gendarmi, ma secondo i media francesi la ricerca nella foresta di Longpont è terminata con un nulla di fatto.

Una quarantina di veicoli della polizia sta lasciando il luogo della perlustrazione, attorno alla foresta di Longcamp.

Secondo i media francesi, Figaro e Le Monde fra gli altri, l’operazione è ormai alla fine e non sembra nemmeno accertato che la Clio grigia, l’auto sulla quale i fratelli Kouachi sono fuggiti da Parigi, sia stata abbandonata nei paraggi come era stato detto in un primo momento.

Il dolore della Francia

La Francia si è fermata e, sotto choc, piange i suoi morti: quei 12 uccisi dalla furia fondamentalista nella sede di Charlie Hebdo, simbolo di quella libertà di espressione cara ai valori repubblicani. Un intero Paese che oggi, in silenzio, si chiede se abbia fatto abbastanza per difendere quei valori, ma che ha anche voglia di reagire.

«Charlie non è morto»

”Charlie non è morto», hanno scandito in migliaia, tornati per il secondo giorno consecutivo in piazza a Parigi per cantare, in coro e a squarciagola, la Marsigliese e rivendicare che «non abbiamo paura».

Charlie Hebdo, Valls, diversi arresti

Charlie Hebdo, Valls, diversi arresti
(Foto by Z13)

Le bandiere sono a mezz’asta nel giorno di lutto nazionale decretato dal presidente François Hollande e lo resteranno fino a sabato. E’ un lutto che si legge nei simboli: la cattedrale di Notre Dame suona le campane, la Tour Eiffel si spegne in serata per 5 minuti. Un minuto di silenzio ha segnato la giornata di istituzioni e cittadini. La metropolitana di Parigi stamani era silenziosa, i passeggeri vestiti di scuro e con poca voglia di parlare, discutere, almeno non oggi, non ancora. Stamani Hollande ha ricevuto all’Eliseo il suo predecessore Nicolas Sarkozy: insieme hanno voluto dare quel messaggio di “unità» contro la barbarie terroristica a un Paese che da ieri si fa tante domande. «E’ guerra dichiarata contro la civiltà, e la civiltà ha la responsabilità di difendersi», ha detto l’ex presidente, «estremamente colpito dall’atteggiamento dei francesi e dalle dimostrazioni di unità».

Giovedì 8, ore 18,15

I due fratelli franco-algerini sospettati della strage al Charlie Hebdo non sarebbero barricati in una casa, come avevano sostenuto i principali media francesi, bensì in fuga in una foresta nel dipartimento dell’Aisne, tra i villaggi di Corcy, Crepy-en-Valois e Villers-Cotterets. Secondo quanto riferisce il sito de Le Monde, dopo essere stati identificati in mattinata a bordo di una vettura, non si sa se i due ora siano ancora a bordo dell’auto o l’abbiano abbandonata per proseguire la fuga a piedi.

Frattanto lo sforzo dello Stato per stroncare il terrorismo e prendere i responsabili della strage si alza al livello massimo.

«Abbiamo mobilitato 88 mila uomini»

Il ministero dell’Interno ha mobilitato 88 mila uomini, fra poliziotti e agenti della Gendarmerie, per riuscire a catturare i responsabili e stroncare la cellula jihaidista.

Molte immagini di camionette blindate, poliziotti con fucili d’assalto e giubbotti antiproiettile, blocchi stradali e case accerchiate circolano su siti d’informazione, tv e social network, ma al momento non filtrano informazioni attendibili sui risultati delle ricerche.

Giovedì 8, ore 15. 15

Si sono barricati in una casa a 70 km da Parigi i due fratelli franco-algerini ricercati per la strage nella redazione parigina di Charlie Hebdo, dopo una concitata caccia all’uomo durata 24 ore fra la capitale e la Piccardia.

Charlie Hebdo: terroristi verso Parigi

Charlie Hebdo: terroristi verso Parigi
(Foto by GIT-MAR)

«Operazione in corso»

«Un’operazione è in corso» a Crepy-le-Valoise, ha confermato la prefettura dell’Aisne, in una situazione che appare ancora confusa. I due principali sospettati, i fratelli di origine algerina nati in Francia Said e Cherif Kouachi, di 32 e 34 anni, entrambi reduci dalla «Jihad» in Siria, sono stati segnalati stamani da un benzinaio vicino a Villers-Cotterets, 85 km a nord-est di Parigi, mentre viaggiavano in direzione della capitale in un’auto con la targa nascosta carica di armi lungo la statale RN2. Immediatamente sono stati predisposti posti di blocco su tutte le strade di accesso a Parigi, immediatamente il palazzo dell’Eliseo è stato blindato.

Uccisa una poliziotta

E in una Parigi sotto shock stamani due poliziotti sono stati attaccati dopo un incidente stradale. Uno di loro, un’agente donna è morta, e l’altro è stato ferito da un uomo, anche lui poi riuscito a fuggire. Un episodio il cui legame con la strage non è chiaro, ma che ha richiamato sul posto il ministro dell’interno, Bernard Cazeneuve, che ha dovuto abbandonare precipitosamente un vertice all’Eliseo.

I concitati sviluppi della mattinata seguono una nottata ancora più drammatici in cui un’operazione delle teste di cuoio ha preso di mira la città di Reims, nello Champagne. Cinque persone sono state fermate, fra le quali la moglie, la sorella e il cognato di uno dei due. Quanto al terzo ricercato, il 18/enne Mourad Hamid, si è presentato spontaneamente stamani di Charleville-Mézières e la sua posizione è ora al vaglio della polizia.

Stamani il presidente francese Franois Hollande ha ricevuto al’Eliseo il suo predecessore, Nicolas Sarkozy

Mercoledì 7 gennaio, ore 23,55

Si è consegnato nel corso della notte il più giovane dei tre sospettati di aver compiuto il massacro al giornale satirico parigino Charlie Hebdo, dove sono morte 12 persone, tra cui i principali vignettisti e il direttore, da tempo minacciati per aver pubblicato vignette dissacranti su Maometto e la religione islamica. Si tratta di Amid Mourad, 18 anni, che si è consegnato alla polizia a Charleville-Mezières, vicino al confine con il Belgio, dove era in corso un’operazione di polizia che ha portato all’arresto anche di un familiare dei sospettati. Ma sul suo presunto ruolo nel massacro di Parigi è giallo. Il ragazzo si è consegnato alle autorità dopo avere visto il suo nome circolare sui social network e la sua posizione si sarebbe alleggerita nella notte, sebbene il giovane resti ancora in stato di fermo. Infatti il suo coinvolgimento nell’attentato sarebbe messo in dubbio da un alibi di ferro: al momento dell’attentato, intorno alle 11.30, Il giovane sarebbe stato a scuola.

«Numerosi arrestati»

Intanto il primo ministro Manuel Valls ha detto che “numerose persone” sono state arrestate nelle ultime ore nell’ambito dell’inchiesta. Secondo Le Monde, in sette sarebbero in stato di fermo, dei quali quattro a Reims. I due killer, identificati nei fratelli Said e Cherif di 32 e 34 anni- reduci della guerra in Siria da cui sono tornati in Francia quest’estate - in un’operazione da commando militare hanno ucciso a colpi di kalashnikov 12 persone, tra cui il direttore del giornale satirico, 4 famosi vignettisti e 2 poliziotti. Cinque i feriti. Sono stati ripresi dalle telecamere all’esterno dell’edificio mentre finivano un agente a terra e gridavano Allah Akbar (Dio è grande)

Mercoledì 7 gennaio ore 16

Secondo quanto si sa in una Parigi blindata, i due incappucciati sono entrati nella redazione di boulevard Richard Lenoir prendendo diverse persone in ostaggio a cui hanno poi sparato a freddo. Tra le vittime il direttore e

anche il celebre vignettista Georges Wolinski, molto famoso anche in Italia, e il suo collega Tignous tra le vittime dell’attacco a Charlie Hebdo.

L’orrore

Poi la fuga e lo scontro a fuoco con un’auto di agenti che stava sopraggiungendo. GUARDA Poi altra sparatoria con una nuova pattuglia di poliziotti, uno resta ferito. Allucinante la scena del poliziotto giustiziato a terra sul marciapiede. GUARDA

Veloce il cambio di vettura presa a un automobilista e i due attentatori sono spariti.

Mercoledi 7 gennaio ore 14

Un filmato girato dal giornalista Martin Boudot, trasmesso da France Televisions prova che i due attentatori gridavano anche «Allah u Akbar», «Allah è grande».

Sulla copertina di Charlie Hebdo, campeggia una foto dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi «Sottomissione», che racconta l’arrivo al potere in Francia di un presidente islamico.

«Diversi attentati sono stati sventati nelle scorse settimane”: ha detto il presidente francese François Hollande, davanti alla sede di Charlie Hebdo.


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