Strage a Parigi, 132 i morti. Arresti a Bruxelles. Addio a Valeria, studentessa   italiana uccisa al Bataclan
Valeria Solesin

Strage a Parigi, 132 i morti. Arresti a Bruxelles. Addio a Valeria, studentessa

italiana uccisa al Bataclan

Accertato il numero delle vittime degli attentati nella capitale francese, in tutto 128. Otto i terroristi uccisi. Papa Francesco: «Un attacco contro tutta l’umanità». Il presidente Hollande ha dichiarato lo stato di emergenza

La conferma ufficiale della Farnesina è arrivata: Valeria Solesin, 28 anni di Venezia, è morta durante l’attacco al Bataclan. E l’Italia che aveva sperato di trovarla viva ora sfoga il suo dolore su Twitter. Migliaia i messaggi di cordoglio per la ragazza uccisa nella strage al Bataclan. Era in Francia per studiare. Aveva fatto la volontaria per Emergency.

La giovane si trovava all’interno del Bataclan, con il fidanzato Alberto, che da anni vive e lavora nella capitale francese, e co n altri tre amici, tutti appassionati di Rock. Durante l’assalto - così hanno raccontato i suoi amici - hanno cercato di nascondersi tra gli altri ostaggi. Quando i terroristi hanno esploso i primi colpi d’arma da fuoco dando il via alla carneficina, i tre hanno perso i contatti con Valeria.

Non solo uno ma «più di 5 arresti» sono avvenuti a Bruxelles nel quartiere di Molenbeek nel corso delle perquisizioni. Lo ha detto il ministro della giustizia belga Koen Geens secondo quanto riferisce la tv Rtbf.

Di fronte al mondo attonito per la strage di Parigi, dodici ore più tardi iniziano a filtrare i primi dettagli sulle indagini. Sul corpo di uno dei kamikaze morti all’esterno dello Stade de France sarebbe stato trovato un passaporto siriano. Un altro kamikaze sarebbe francese. La maggior parte dei testimoni ha fornito “identikit” convergenti. A sparare armati di kalashnikov erano ragazzi tra i 18 e i 20 anni, alla guida di auto nere. Una di esse, immatricolata in Belgio, sarebbe anche stata ritrovata. Tra i terroristi che hanno preso parte all’assalto - otto di loro sono stati uccisi - vi sarebbe stata anche una donna.

La crisi dei migranti pone dei rischi legati a possibili infiltrazioni di estremisti fra la marea di profughi in marcia da mesi lungo la cosiddetta rotta balcanica. Lo ha detto il capo dei servizi segreti militari serbi (Vba) Petar Cvetkovic. Vi sono informazioni - ha osservato al settimanale Nedeljnik - che un certo numero di tali estremisti islamici sarebbe già transitato per la Serbia, Paese che non sarebbe stato comunque il loro obiettivo.

Il passaporto ritrovato accanto ad uno dei kamikaze della strage di Parigi è stato identificato come appartenente ad un rifugiato siriano registrato a Lesbo il 3 ottobre. Lo ha detto il vice ministro dell’Interno greco Nikolaos Toskas, secondo quanto riporta la tv greca Antenna news.

Secondo le autorità francesi i morti sono saliti a 132, con oltre duecento feriti, nel cui elenco compaiono anche due cittadini italiani, almeno secondo quanto riferito dalla Farnesina.

Oggi sono circolate altre informazioni, come quella che voleva una Citroen Berlingo con quattro uomini armati a bordo, in fuga in autostrada a Yvelines, a sud della capitale, inseguita dalla polizia, dopo avere forzato un casello. Intanto il governo bavarese conferma la sussistenza di un legame tra il 51enne montenegrino arrestato la scorsa settimana lungo l’autostrada che collega Monaco e Salisburgo, a bordo di un’auto carica di armamenti pesanti: “L’arresto è collegato agli avvenimenti di Parigi”, ha detto Horst Seehofer.

La stampa israeliana ha ricordato oggi che il gruppo rock Eagles of Death, che si esibiva ieri sera prima dell’attacco, ha portato a termine l’anno scorso una tournée in Israele nonostante diversi appelli che invocavano il boicottaggio nei loro confronti.

Il Bataclan, che appartiene a proprietari ebrei e ospita conferenze e manifestazioni di organizzazioni ebraiche, è da tempo nel mirino di terroristi. «Avevamo un progetto di attentato contro il Bataclan perché i proprietari sono ebrei» avevano spiegato alla polizia, nel febbraio 2011, alcuni membri di «Jaish al-Islam», l’Esercito dell’Islam, sospettati dell’attentato costato la vita a una studentessa francese al Cairo nel febbraio 2009.

Secondo quanto ricorda oggi il settimanale Le Point sul suo sito, quei terroristi progettavano un attentato in Francia e avevano preso come obiettivo la celebre sala da concerti parigina. Nel 2007 e nel 2008, il Bataclan subì minacce di gruppi radicali islamici per aver ospitato conferenze e manifestazioni di organizzazioni ebraiche ed israeliane. Fra le altre, il Magav, le guardie di frontiera che fanno parte della polizia di Israele. Nel 2008 comparve sul web un video che mostrava una decina di giovani con il volto coperto dalla kefiah che minacciavano i responsabili del locale per l’organizzazione del gala annuale del Magav. La festa, in quell’occasione, fu annullata.

Due giovani di Senigallia sono rimasti lievemente feriti nell’attentato al Bataclan a Parigi. Lo ha riferito il sindaco Maurizio Mangialardi: si tratta di una ragazza, raggiunta alla spalla da una scheggia o da un proiettile, che è già stata operata, e di un ragazzo che è stato medicato. I due erano insieme ad altri amici italiani.

La cronaca della nottata

Colpi di kalashnikov in un ristorante del X arrondissement. Esplosioni attorno allo Stade de France, alla periferia della capitale francese, dove era in corso l’amichevole Francia-Germania. Un’altra sparatoria a Les Halles. In azione anche due attentatori suicidi. Un’offensiva terroristica che colpisce al cuore della Francia, la seconda in meno di un anno, di fronte alla quale il presidente François Hollande annuncia lo stato d’emergenza e la chiusura delle frontiere.

Otto i terroristi deceduti, due per mano delle teste di cuoio penetrate all’interno del Bataclan, sei per essersi fatti esplodere.

L’attacco più sanguinoso è proprio quello portato nella sala concerti, dove centinaia di persone assistevano a un live rock: l’assalto, gli spari, gli omicidi a sangue freddo.

Il papa sgomento: «Quello di Parigi - ha detto Francesco - è un attacco contro tutta l’umanità»

L’attentato al ristorante subito dopo gli spari: si sentono lacrime e urla e i testimoni che dicono “è stato un attentato

Il capo dell’Eliseo, che assisteva alla partita tra Francia e Germania, è stato fatto allontanare dallo stadio ed è andato al ministero dell’Interno per seguire gli eventi. Le inferriate attorno allo stadio sono state bloccate e migliaia di persone sono rimaste bloccate all’interno.

I colpi di kalashnikov e le esplosioni riprese in un video

Le immagini riprese subito dopo l’esplosione all’esterno dello stadio

Le primissime immagine dei feriti all’esterno del ristorante

Testimoni che si trovavano al Bataclan di Parigi hanno raccontato in lacrime che i terroristi gridavano “Allah u Akbar”, “Allah è grande”. E militanti dello Stato islamico hanno immediatamente celebrato su Twitter con l’hashtag in arabo “Parigi in fiamme”. Le indagini sono state subito prese in carico dall’antiterrorismo.

https://www.youtube.com/watch?v=1KLuDDtWoqo

“Siamo riusciti a fuggire, c’era sangue dappertutto, hanno tirato con un fucile a pompa sulla folla”, ha detto al sito di Le Figaro un uomo che si trovava al Bataclan. E un altro: i terroristi “erano molto calmi. Hanno ucciso a freddo molti ostaggi, ad uno ad uno. Poi ricaricavano e ne uccidevano altri. Hanno ricaricato le armi tre o quattro volte”.

La polizia ha evacuato le strade attorno ai luoghi degli attentati avvertendo che gli assalitori “sono ancora in strada, tornate a casa”. E la prefettura ha invitato i cittadini a rimanere in casa “per le prossime ore” a “evitare di uscire salvo in caso di necessità assoluta”. Ai locali pubblici è chiesto di “rafforzare la sicurezza agli ingressi e accogliere chi ne ha bisogno”, e di “interrompere le manifestazioni in corso all’aperto”.Sabato tutte le scuole e le università della regione di Parigi rimarranno chiuse.

l presidente francese ha voluto rivolgersi alla nazione poco dopo gli attentati: “Nel momento in cui vi parlo sono in corso attacchi terroristici senza precedenti nella zona di Parigi. E’ una terribile prova che ancora una volta ci colpisce. Dobbiamo dare prova di sangue freddo. La Francia di fronte al terrore deve essere forte e grande”. “Dobbiamo difenderci”, ha affermato annunciando in diretta tv lo stado d’emergenza in tutto il Paese e la chiusura delle frontiere. “Rinforzi militari convergono sulla regione di Parigi per evitare nuovi attentati”, ha proseguito il capo dell’Eliseo, visibilmente scosso. Hollande, che ha annullato la sua partecipazione al G20 in Turchia domenica, ha chiuso il proprio discorso con un pensiero positivo e incoraggiante: “Abbiamo di fronte una nazione pronta a difendersi”, ha detto sottolineando che “le forze di sicurezza stanno facendo del loro meglio, sono in azione” e invitando i francesi ad “avere fiducia”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA