Suello, assegno fasullo
Truffò anziana, a processo

Ieri in Tribunale, un lecchese sul banco degli imputati e una signora di 92 anni vittima di un amaro raggiro

Suello, assegno fasullo Truffò anziana, a processo
Il Tribunale di Lecco

È accusato di tentata truffa, per aver cercato di depositare sul suo conto corrente postale un assegno contraffatto, del valore di 62mila euro, firmato da un’ignara correntista che all’epoca dei fatti aveva 87 anni. E che ieri, a 92, si è presentata in Tribunale a Lecco, accompagnata dal nipote, per raccontare la sua versione dei fatti. Sul banco degli imputati il lecchese Attilio Borriero, assistito dall’avvocato Alessandra Carsana. Secondo la ricostruzione operata dai carabinieri della stazione di Valmadrera, dove l’anziana donna aveva sporto denuncia, sarebbe stato lui a falsificare l’assegno, “intercettato” dal servizio centrale di Poste Italiane e immediatamente segnalato al direttore dell’ufficio di Suello, dove era stato posto all’incasso. “Salvando” il denaro della donna. Ieri mattina l’udienza davanti al giudice Nora Lisa Passoni, udienza nata dall’opposizione al decreto di condanna della Procura di Lecco nei confronti di Borriero. A raccontare i fatti, oltre alla parte offesa, il direttore dell’ufficio postale di Suello, che, a quei tempi, era il 15 maggio del 2015, era entrato in servizio da soli 10 giorni. E che quindi ancora non conosceva i “suoi” correntisti. Quindi, non si era posto troppe domande quando un uomo versò l’assegno da 62mila euro. Gli aveva chiesto, nel contempo, di poter prelevare.

«Gli dissi che non era possibile, dal momento che ci voleva qualche giorno prima che il denaro transitasse da un conto all’altro». A Borriero era infatti intestato un conto corrente postale aperto a Cantù soltanto due giorni prima della transazione. Ascoltato in aula, l’imputato ha spiegato di essere stato vittima di un furto d’identità.

«Non sono mai stato correntista di Poste Italiane, non ho mai messo piede nell’ufficio di Suello né in quello di Cantù – ha dichiarato -. Ho fornito la mia carta d’identità e il codice fiscale in una sala in cui si giocava a Texas Holden (il poker americano, nda), non riesco a pensare a un altro modo in cui potrebbero aver “rubato” i miei dati». L’uomo non è stato riconosciuto dal direttore delle Poste di Suello come colui che avrebbe tentato di effettuare la transazione. Si torna in aula il 16 febbraio

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