Tavernerio, la mensa non piace Gli studenti: «Meglio pranzare al bar»

Tavernerio, la mensa non piace
Gli studenti: «Meglio pranzare al bar»

Aumenta il buono pasto, gli alunni (soprattutto quelli delle medie) si alzano dal tavolo ancora affamati: alcuni di loro hanno allora deciso di mangiare fuori, andando per il pranzo al bar del centro civico Livatino di fronte alla scuola.

La vicenda è emersa in questi giorni ed è stata denunciata, con la presentazione di un’interrogazione al sindaco, dal consigliere di minoranza, ex della maggioranza, Lorenzo Pozzi. Con l’inizio del nuovo anno scolastico all’istituto don Milani di via Risorgimento il un buono pasto è salito da 4,60 a 4,75 euro.

Il questionario

Il servizio di refezione e mensa è gestito dalla ditta Dussman. Dopo l’adeguamento delle tariffe al rialzo, il mese scorso l’azienda che gestisce il servizio e il Comune avevano distribuito dei questionari agli alunni dai quali era emerso come la metà dei bambini delle elementari e ben oltre la metà dei ragazzi delle medie, fra quelli che pranzano a scuola, avessero ancora fame dopo il pranzo.

Alcuni genitori hanno quindi deciso che era il momento di prendere decisioni alternative: una quindicina di ragazzi, come spiega Pozzi, al costo di 5 euro, solo 25 centesimi in più mangiano al centro civico, dove pare che si sazino di più e gradiscano i cibi proposti.

«Ritengo che ci sia insoddisfazione e chiedo che venga verificata questa segnalazione approfondendo il tema con l’azienda che eroga il servizio mensa e la commissione mensa - commenta con preoccupazione il consigliere - Inoltre chiedo che venga attivato un monitoraggio del servizio: ho notizia che molti bambini spesso pranzano, per esempio, a pane secco e budino. È necessaria la massima attenzione e non si può far finta di nulla, dicendo che va sempre tutto bene».

«Non sa di cosa parla»

La presa di posizione di Pozzi fa trasalire il sindaco, Rossella Radice, che sul fatto che gli alunni escano dalla mensa per mangiare al centro civico, ribatte: «La gente può fare quello che vuole. Non accetto però richieste da Pozzi, che continua a inanellare figuracce su figuracce ed è ignorante, nel senso che ignora le questioni di cui sta parlando solo per creare clamore - commenta indispettita il primo cittadino - Visto che siamo in tema scolastico oserei dire che Pozzi è bocciato con formula piena senza nemmeno essere rimandato. Parla per sentito dire e non conosce la realtà della mensa che offre un ottimo servizio nella totale e assoluta trasparenza: abbiamo fatto i sondaggi, li abbiamo pubblicati senza problemi e costantemente interveniamo sulle questioni che si presentano. Gli risponderò dettagliatamente in Consiglio. Se c’è gente che preferisce mandare i figli al centro civico non posso farci nulla. A Pozzi concludo dicendo: dimettiti che è meglio».


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