Tenta di portare l’oro in Svizzera
Dal giudice per sottrazione d’imposte

Aveva un debito con il fisco di oltre 360mila euro - Bloccato al valico con contanti e un lingotto

Tenta di portare l’oro in Svizzera Dal giudice per sottrazione d’imposte

Dovrà comparire davanti al giudice delle udienze preliminari il prossimo mese di gennaio Giordan Hudorovich, 35 anni, residente nella provincia di Bergamo e finito sotto accusa per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Secondo la contestazione, formalizzata dal pubblico ministero Massimo Astori, Hudorovich avrebbe cercato di nascondere oltre confine, in Svizzera, una piccola parte dei propri averi per evitare che il fisco potesse aggredirli.

Tutto nasce dal blitz, del maggio scorso, avvenuto al valico tra Como e il Canton Ticino. In quell’occasione i finanzieri intercettarono un’auto di grossa cilindrata, con targa della provincia di Bergamo, in uscita dall’Italia verso la Svizzera.

A bordo dell’auto viaggiavano due persone. Alla guida Giordan Hudorovich, un nome non del tutto sconosciuto alle banche dati della polizia. E neppure all’Agenzia delle entrate visto che lo Stato aveva già aperto una procedura per la riscossione coattiva di un ingente debito con l’erario. Un debito, secondo quanto ricostruito dall’accusa, che supera i 363mila euro.

Lo scorso maggio l’uomo, assieme a un amico, aveva deciso di tentare di trasferire oltre confine parte del proprio patrimonio per scongiurare eventuali sequestri.

Sull’auto sulla quale viaggiavano i due i finanzieri hanno trovato un lingotto d’oro da 100 grammi (del valore di circa 5mila euro) e oltre 5000 euro in contanti.

Quando la vettura è stata bloccata dai finanzieri, Hudorovich avrebbe riferito che lui e il suo amico fossero diretti in Svizzera per giocare al casinò. Fatti accostare, i militari avevano fatto una ricerca nelle loro banche dati ricevendo un alert sul fatto che entrambi i viaggiatori risultavano avere dei precedenti di polizia, e che Hudorovich aveva in atto una procedura coattiva per la riscossione dell’ingente debito accumulato, nel corso degli anni, con l’erario.

Da qui la decisione di procedere alla perquisizione della vettura con il ritrovamento del lingotto d’oro e dei contanti.

Gli accertamenti ulteriori compiuti dai finanzieri avevano portato a galla pure una domanda da parte del soggetto in debito con il fisco - perché del tutto sconosciuto - per poter anche incassare il reddito di cittadinanza (richiesta bloccata dagli stessi finanzieri).

Ora la Procura ha chiuso l’inchiesta e chiesto il processo: l’udienza preliminare si terrà tra un mese.

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