Venerdì 13 Dicembre 2013

Tifosi sul tetto, pugni in campo

La partita finisce in rissa

L’ingresso del centro sportivo di via Milano, dove gioca la Salus

Ancora un episodio “turbolento” nel calcio giovanile comasco. Il referto steso dall’arbitro (tra l’altro di sesso femminile) per il burrascoso finale della partita tra Salus Turate e Virtus Cermenate, valevole per il campionato juniores provinciale, assomiglia molto ad un bollettino di guerra. Quattro i giocatori squalificati (tra cui il portiere turatese appiedato per cinque turni); l’assistente del Turate bloccato sino a metà gennaio, un’ammenda di 100 euro al Cermenate che ha avuto anche la partita persa a tavolino per 0-3. In campo sono volati pugni e spinte, con annessa caccia all’uomo; sugli spalti i tifosi non sono stati a guardare, con quelli ospiti che «posizionandosi sopra gli spogliatoi insultavano e minacciavano i giocatori del Turate», come è riportato nel referto. Una giornata da dimenticare. Anche per chi l’ha vissuta in diretta, come il vice presidente turatese Aldo Villa. «Il tutto è iniziato a causa di un atteggiamento provocatorio di un attaccante ospite nei confronti del nostro portiere - spiega il dirigente dei padroni di casa -. Il nostro numero uno, sbagliando, ha reagito rifilando un pugno all’avversario. Da qui si è scatenato il parapiglia, con tutta la squadra cermenatese che si è messa ad inseguire il nostro portiere. Da parte nostra abbiamo cercato di evitare che venissero in contatto. Anch’io sono corso in campo, per cercare di calmare le acque». Il buon proposito sembrava andato a buon fine, dopo l’allontanamento dei tre giocatori coinvolti nella rissa, ma poi l’arbitro, anche per il trambusto che aumentava fuori dal campo, decideva di sospendere la partita. Al rientro negli spogliatoi, Villa catechizzava a dovere il suo portiere. «Fosse toccato a me decidere, avrei inflitto non cinque ma anche dieci giornate di squalifica -dice -. Ho subito ripreso il ragazzo, in maniera forte. Le provocazioni ci possono stare, ma è assolutamente sbagliato reagire. Oltretutto mancava poco alla fine, eravamo in vantaggio e con l’uomo in più». Il vice presidente turatese, smorza poi il tenore delle contestazioni dei tifosi ospiti. «È vero: si erano portati sulla soletta dello spogliatoio perché volevano entrare in campo - spiega Villa -. Ho cercato di calmarli e alla fine qualcuno mi ha anche chiesto scusa».

Per fortuna tutto si è risolto senza ulteriori problemi. Anche se sarebbe stato meglio, da parte di tutti, essere più cavalieri, visto che a fischiare era una donna.

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