Treni pendolari, che disastro  Neanche uno arriva in orario
In Giappone due anni fa un ritardo di 20 secondi del Tsukuba Express ha spinto la società a commentare: «Siamo sinceramente dispiaciuti per l’inconveniente» (Foto by butti)

Treni pendolari, che disastro

Neanche uno arriva in orario

Anche ieri giornata da dimenticare. Non si salva neppure la linea da Como Lago a Cadorna

«Nessun disastro», chiosava l’altroieri il sito di Trenord. La società prova a smentire se stessa e lo fa con un discreto successo. Perché ieri è riuscita a inanellare un vero e proprio record (forse non inedito, ma comunque notevole): non far arrivare in orario neppure un treno pendolari frequentato dai comaschi.

E a essere colpiti sono stati non più e non soltanto i passeggeri in partenza e arrivo a San Giovanni, ma pure quelli che frequentano una tratta considerata solitamente puntuale: quella da Como Lago a Milano Cadorna. Ecco, ad eccezione del primo treno, quello delle 5.46, tutti gli altri convogli della mattinata sono arrivati a Milano ben oltre l’orario previsto.

È andata peggio di tutti ai passeggeri del treno partito alle 8 e 16 da Lago e arrivato a Milano con 19 minuti di ritardo. Complessivamente sono stati quattro i convogli che hanno sforato il tempo di arrivo di almeno 10 minuti.

Non è certo andata meglio - ma purtroppo non è una novità - ai pendolari in partenza da San Giovanni: diciotto treni diretti a Milano su diciotto sono arrivati in ritardo. Il record lo ha totalizzato il treno regionale 25511 delle 7.13 arrivato a Milano quaranta minuti dopo. Ben dieci treni hanno totalizzato ritardi superiori ai dieci minuti.

Poi c’è la linea Como-Molteno-Lecco, quella dei treni straordinari fantasma per la Città dei Balocchi. Domenica scorsa Trenord, dopo aver annunciato il servizio in pompa magna con tanto di conferenza stampa, si è dimenticata di informare i propri dipendenti e, così, i treni non sono mai neppure potuti partire.

A questo proposito, e prima di tornare ai ritardi di ieri, ieri il Comitato Pendolari Como-Lecco ha inviato un comunicato in cui precisa domenica «al Comitato è pervenuta una segnalazione nella quale i viaggiatori si lamentavano del fatto che i treni non ci sarebbero stati e che la motivazione della cancellazione di quelle corse fosse dovuta al fatto che mancasse il personale macchinista; questo è confermato da inequivocabili commenti - a firma di persone molto vicine all’organizzazione - che sono stati scritti su Facebook. Questa indiscrezione non è frutto della nostra fantasia. Detto questo, le persone che per la prima volta si sono avvicinate a questo servizio, dopo la “scottata” di domenica forse non le rivedremo più sul treno». Anche in considerazione del fatto che pure ieri il Como-Lecco non ha azzeccato un orario giusto con ritardi dai due ai 13 minuti.

«Nessun disastro», dunque. E per smentirsi Trenord ha collezionato ritardi a raffica anche al rientro da Milano. Il treno delle 18.39 da Porta Garibaldi - per non sbagliarsi - è stato cancellato. Tutti gli altri sono arrivati regolarmente in ritardo con il record dei 20 minuti del treno delle 18.25 da Centrale. Tutti in ritardo (anche se contenuti entro i dieci minuti) anche i convogli da Cadorna a Como Lago.

In Giappone due anni fa un ritardo di 20 secondi del Tsukuba Express ha spinto la società a commentare: «Siamo sinceramente dispiaciuti per l’inconveniente». In Italia, l’altroieri, la cancellazione di 4 treni e il quotidiano calvario dei pendolari ha spinto Trenord a scrivere: «Nessun disastro». Paese che vai...


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