Mercoledì 25 Settembre 2013

Uccisa dal fidanzato

Ilaria era di Erba

1 Ilaria Pagliarulo in una foto tratta dal suo profilo 2 Nella lavanderia che gestiva con la mamma a Statte, un paese alle porte di Taranto, dove si era trasferita nel 2011

Era partita un anno e mezzo fa da Erba per seguire la madre al Sud e il sogno di una vita autonoma. Ilaria Pagliarulo, 21 anni compiuti domenica, proprio il giorno prima di morire, è la ragazza uccisa a Taranto a colpi di pistola dal fidanzato Cosimo De Biaso. A Erba era nata e in città farà ritorno per il suo funerale, che si dovrebbe celebrare giovedì.

Voleva andarsene da Taranto, perché quel sogno di indipendenza si era rivelato un incubo. «Perché sono a Sud se su a Como stavo bene, senza pensieri, senza paure e senza problemi? Voglio scappare via di qua».

Scriveva così sul suo profilo Facebook il 31 luglio scorso, quasi un presentimento di ciò che sarebbe successo un mese e mezzo dopo. Ora il suo fidanzato è in carcere. «La perseguitava, ma lei non mi diceva niente» dice la mamma, Orietta Visentin, 54 anni. Madre di altri cinque figli e vedova, si era trasferita nel 2011 a Statte, alle porte di Taranto, dove aveva rilevato una lavanderia.

La scorsa primavera Ilaria aveva conosciuto Cosimo, e da tre mesi era iniziata una convivenza che si è rivelata ben presto burrascosa: «Quello è una bestia, quell’animale la picchiava e lei sempre muta. Mi nascondeva i lividi, diceva che era caduta dalle scale» racconta la mamma.

Agghiacciante la dinamica dell’omicidio: domenica 15 settembre le aveva sparato con una pistola calibro 22 colpendola ad un fianco, ma lei non lo aveva denunciato: cercò di tamponare la ferita, senza chiamare il 118. Il giorno dopo Cosimo era tornato alla carica: le aveva sparato di nuovo, al torace. Portata in ospedale, è morta lunedì. Il fidanzato aveva anche rincorso l’ambulanza che la portava all’ospedale, sparandole contro. È stato arrestato, ma ora l’accusa contro di lui è cambiata: è in carcere per omicidio volontario.

«Glielo dicevo sempre, questo ragazzo non fa per te, lei mi rispondeva di non soffocarla» ricorda ancora la mamma. Ma quel ragazzo, precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, non le dava pace: «Da quando era con lui era cambiata, si era come incupita, prima era allegra e spensierata».

Non parrebbe però dalle sue foto pubblicate sul profilo Facebook, in pose “dark punk”: «Solo una passione musicale per Marylin Manson, nient’altro».

La famiglia di Ilaria è numerosa: oltre la mamma lascia cinque fratelli, che vivono tutti nell’Erbese. Il papà era morto quando lei aveva 8 anni, la madre poi ha avuto un altro compagno.

A Erba Ilaria aveva frequentato le scuole elementari a Crevenna, quindi le medie Puecher, e infine il centro di formazione professionale La Cometa, di Como, indirizzo tessile-arredo non terminato.

«Una ragazza normale e senza problemi, la ricordo in gita a Napoli - sono le parole di Erasmo Figini - La mamma veniva spesso per chiedere come andava, si preoccupava del suo profitto scolastico. Non ha terminato perché ha deciso di trasferirsi al Sud. La notizia della sua morte in circostanze così violente mi sorprende, mai avrei immaginato che potesse fare una brutta fine».

Franco Tonghini

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