Valichi minori chiusi di notte
La Svizzera insiste

Il Consiglio degli Stati ha approvato la mozione che propone di bloccare i passaggi “minori”. E i sindaci dell’Olgiatese alzano le barricate

Il tempo torna indietro di quattro anni ai valichi minori: la Svizzera ha deciso di chiuderli di notte, per sbarrare la strada alla criminalità transfrontaliera.

Il Consiglio degli Stati o Camera dei deputati di Berna ha adottato la mozione proposta dall’onorevole Roberta Pantani, chiassese, per ripristinare i cancelli spalancati nel 2010 e sembrava una decisione definitiva, legata ai trattati di Schengen sulla libera circolazione delle persone.

Ma i Cantoni di confine indicano nelle “frontiere aperte” e non presidiate la causa dell’andirivieni in libertà di rapinatori, ladri e scippatori ed hanno chiesto alla Confederazione di porre un limite: il Governo federale ha accettato la proposta parlamentare del Consiglio Nazionale dapprima e del Consiglio degli Stati ora e per valichi come Ronago – Marcetto; Ronago- Ponte Faloppia e Drezzo – Pedrinate si profila un ritorno al passato, quando i cancelli venivano sbarrati.

« Non capisco la ragione di chiudere i nostri valichi – afferma il sindaco di Ronago, Agostino Grisoni – Noi abbiamo relazioni continue con Novazzano e il Canton Ticino, per lavoro, cultura, amicizie, parentele: perché la nostra libertà di circolazione dev’essere limitata? Per quale motivo dovremmo assoggettarci al lungo giro su Bizzarone per passare il confine? ».

Ragioni di sicurezza, dicono i ticinesi: il valico è aperto per la gente perbene e per i malfattori.

«Facciano parlare i dati: quanti malviventi si fermerebbero perché il cancello doganale è chiuso di notte? Non lo sappiamo – prosegue Grisoni – Sappiamo, però, che una sbarra in mezzo al deserto non ferma nessuno: intorno ai cancelli doganali ci sono boschi, prati, sentieri carrozzabili per passare impunemente il confine. Non è giusto procurare disagio alle persone perbene che non nascondono niente».

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