Venerdì santo, niente bacio e processione  L’ultimo stop fu nel 1867 per il colera
Il Crocifisso venne donato a Como nel 1401 ai Celestini come ringraziamento per l’aiuto durante la peste

Venerdì santo, niente bacio e processione

L’ultimo stop fu nel 1867 per il colera

Solo in un paio di occasioni liturgia al chiuso per maltempo. L’abbraccio della città al suo Crocifisso miracoloso si terrà probabilmente a metà settembre

Per la prima volta dopo 153 anni i comaschi non potranno aggrapparsi al “loro” Crocifisso. Non ci sarà il tradizionale “bacio” al dono che alcuni pellegrini fecero ai Celestini nel 1401 per ringraziarli dell’aiuto ricevuto dai loro confratelli di Firenze durante la peste, e non ci sarà nemmeno la processione del Venerdì santo in ricordo del miracolo dell’anello di San Bartolomeo del 1529. E ora, come allora, è un motivo di salute a fermare i fedeli. L’11 aprile del 1867, come riporta la “Gazzetta di Como” la fiera e la processione del Giovedì santo (lo spostamento al venerdì pomeriggio risale alla fine degli anni Sessanta), vennero sospese «per visite sanitarie». Si trattava, per la precisione dell’epidemia di colera asiatico che investì l’Italia e il Comasco in modo pesante proprio in quell’anno. E adesso, 153 anni dopo, è l’epidemia di coronavirus a mettere in ginocchio il Paese e la Lombardia.

Il Crocifisso protettore di Como

In mezzo solo in pochissime occasioni la processione si è fermata. Nel Novecento il primo stop dal dopoguerra (durante il conflitto mondiale, si narra che il Crocifisso esposto aveva fermato il bombardamento della città e le devozione non venne mai meno) risale all’aprile del 1977 a causa del maltempo. La pioggia battente bloccò l’uscita del Crocifisso dalla basilica, ma si tenne comunque la celebrazione all’interno. Lo stesso avvenuto anche in tempi più recenti, nel 2004. Niente processione per il brutto tempo, ma “bacio” e funzioni non si sono mai fermate.

Migliaia di fedeli

Insomma, lo stop di quest’anno può essere paragonato solo a quello della seconda metà dell’Ottocento. Ogni anno sono decine di migliaia i fedeli che si assiepano a bordo strada o si affacciano ai balconi per seguire la processione e che, nei giorni precedenti, si mettono pazientemente in coda, per avvicinarsi al Crocifisso e chiedere ciascuno una grazia. Del resto le pareti della basilica di viale Varese sono pieni di ex voto che ringraziano per essere sopravvissuti a calamità o a problemi di salute.

Quest’anno avrebbe dovuto essere eseguito il percorso lungo, quello che porta la benedizione fino al lago. Certamente il vescovo Oscar Cantoni andrà in basilica per un momento di raccoglimento. Per quanto riguarda la processione, invece, è molto probabile che sia solo rinviata. La Congregazione per il Culto Divino ha emesso infatti nei giorni scorsi un decreto a firma del cardinale Robert Sarah, nel quale preso atto che «la data della Pasqua non è trasferibile», rinvia le processioni della Settimana Santa indicando, che a giudizio del vescovo diocesano potranno essere trasferite come data il 14 e 15 settembre, lunedì e martedì, giorni nei quali la Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce e della Madonna Addolorata. Come detto, però sarà il vescovo Oscar Cantoni a decidere se organizzare a settembre un momento di fede attorno al Crocifisso che ha sempre protetto i comaschi e a cui lui stesso si è rivolto in preghiera due domeniche fa.


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