Giovedì 08 Agosto 2013

Viaggio fra i tesori nascosti

Sotto terra la Cantù del ’400

Cantù è una città gelosa. I suoi tesori non li ostenta volentieri. Anzi, spesso li nasconde. Li custodisce in luoghi riposti, accessibili solo a pochi fortunati. Li cela sotto terra, addirittura.

Quella dei cunicoli che percorrerebbero il centro storico da un punto cardinale all’altro è molto più di una leggenda. Ma quei tunnel oggi sono in massima parti implosi su se stessi, vittime del tempo che passa, dell’incuria e dello sviluppo della città moderna.

Eppure, pochi metri sotto l’asfalto, qualcosa ancora rimane:preziose testimonianze di una Cantù antica quanto le sue leggendarie torri.

Una di queste è una cantina che si trova sotto il civico 10 di via Rebecchino. Documenti che attestino oltre ogni dubbio la sua vetustà non ne esistono. Ma ciò che si tramanda è che, almeno nelle sue parti più arcaiche, risalga almeno al Quattrocento.

Oggi accoglie le quattromila bottiglie di vino (ma fino a qualche anno fa erano addirittura diecimila) del ristorante Giardinet. «Noi siamo qui dal 1977 - racconta Roberto Bernini, contitolare del locale - prima di noi c’era la vecchia trattoria Giardino, che aveva la licenza numero uno».

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