Venerdì 27 Novembre 2009

Tessile, svolta ancora incerta
A rischio altri posti di lavoro

Parola d’ordine: resistere. I tempi di uscita dalla crisi sono ancora lunghi, qualche barlume di luce per la filiera serica potrebbe farsi avanti dal 2010, illusorio pensare che non ci sarà un ulteriore dimagramento. Il nodo cruciale dei prossimi mesi sarà ridurre l’eccedenza produttiva a livello di impianti e di addetti, che altrimenti diventerebbero un fardello insostenibile. Non solo. Per stemperare gli effetti negativi del prolungato calo di volumi, bisognerà puntare in modo deciso su flessibilità operativa, così come sarà ineludibile mantenere un corretto rapporto qualità-prezzo-servizio.

Questa la ricetta anti-recessione presentata ieri da Massimo Trabattoni, vice presidente del Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como, in occasione del secondo incontro annuale dell’Osservatorio Distretto Tessile, organizzato dal Centro tessile serico per orientare gli operatori nell’attuale momento di incertezza. All’ordine del giorno i dati sull’andamento della crisi e i primi effetti sui conti del 2009, elaborati in collaborazione con la società di ricerca Prometeia.

Dallo studio, focalizzato sui primi sei mesi del 2009, emerge in tutta la sua evidenza il trend negativo che ha investito il distretto: il fatturato della tessitura serica, per il 90% localizzata nel Comasco, è diminuito del 25%; a corto di ordini, le aziende hanno richiesto 5,2 milioni di ore di cassa integrazione, coinvolti più o meno 2.700 addetti.

Secondo i calcoli, in picchiata il tessuto per cravatteria (-30%), seguito da quello per abbigliamento (-27,5%), mentre ha tenuto l’accessorio (-1,7%), in particolare il foulard.

«A conferma che la mancanza di soldi ha imposto dei tagli, ma il pubblico femminile non ha rinunciato ad aggiornare il proprio guardaroba, privilegiando i complementi, decisamente meno costosi» ha spiegato Guido Tettamanti, segretario del Gruppo filiera tessile. In prima battuta, Giuseppe Schirone di Prometeia aveva mostrato come il ciclo negativo avesse già compromesso i risultati del 2008.

«Pur se iniziato solo nell’ultimo trimestre, il peggioramento è stato così intenso da lasciare tracce evidenti nei bilanci dello scorso anno. In termini di vendite, parecchie aziende hanno perso buona parte del terreno guadagnato nell’ultimo quadriennio, e ancora più evidenti, sono stati i peggioramenti sul fronte della redditività industriale, che si è quasi dimezzata».

s.casiraghi

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