Lunedì 04 Ottobre 2010

Tessile, tagli alla Ratti
Si riducono i venditori

COMO - Dopo la cura dimagrante toccata ai reparti produttivi, ora alla Ratti si taglia negli uffici. Al primo giro di boa del piano industriale di rilancio del Gruppo di Guanzate sottoscritto lo scorso gennaio, i conti tornano solo in parte. Dei 130 esuberi previsti (a cui si aggiungono i 220 dello stabilimento in Romania le cui lavorazioni sono state riportate in casa), una novantina quelli già diventati operativi e gestiti attraverso pensionamenti, pre pensionamenti e incentivi. Ma nei giorni l'azienda in uno dei periodici incontri con i sindacati per fare il punto della situazione ha evidenziata la necessità di procedere ora all'"alleggerimento" della parte commerciale e amministrativa. L'integrazione della struttura della Ratti con quella del Gruppo Marzotto si fa più serrata ed è proprio su questo fronte che si evidenziano i doppioni. Una sessantina gli esuberi individuati. I sindacati, come sempre, tengono ferma la barra sulle uscite volontarie o accompagnate anche se fin da ora sanno che queste due formule non riusciranno ad azzerare in modo indolore il numero complessivo degli esuberi. I dipendenti in età da pensione nel settore amministrativo e commerciale infatti sono pochi. «Questo potrebbe essere un problema - spiega Gloria Paolini della Femca Cisl - Per questo abbiamo proposto all'azienda, e la disponibilità sembra ci sia, di prendere in considerazione prima la cassa straordinaria e la mobilità e poi di affiancare agli incentivi anche percorsi di riqualificazione per evitare uscite traumatiche». Martedì previsto un nuovo incontro dove i numeri e i percorsi dovrebbero chiarirsi. Se ne riparlerà comunque a gennaio 2011.

m.schiani

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