Venerdì 10 Luglio 2009

Acsm-Agam, scontro su Poliero
Bosetti: le deleghe sono cambiate

«Niente di personale tra me e il direttore generale Enrico Poliero. Solo che è cambiata la governace della società». Silvio Bosetti, residente a Varese e comasco da parte di madre, amministratore delegato di Acsm-Agam, non sfugge alle domande sul «caso» portato anche in consiglio comunale e che sta suscitando non poche polemiche. È il «caso Poliero», sorto dopo l’annunciata partenza del supermanager, da otto anni in Acsm. Poliero era stato messo al timone di Acsm dal sindaco di Como, Stefano Bruni, allora presidente della multiutilty e non perché appartenente allo stesso movimento, Comunione e Liberazione. Non vi appartiene affatto. Aveva maturato un’esperienza significativa di manager in società come Eni e Waste Management e ha spiccato il volo in una Spa al 51% pubblica. Perchè il nuovo consiglio e l’amministratore delegato della società Acsm-Agam l’hanno escluso da questo ruolo manageriale? «Non per problemi di appartenenza politica e, tantomeno, di appartenza religiosa. È una questione di governance. È cambiato l’assetto organizzativo - precisa Bosetti - Poliero rappresenta un patrimonio, per questa società, ma le cose sono cambiate e ai dirigenti è stato chiesto di cambiare: l’accentramento di tutte le funzioni manageriali e di tutte le responsabilità non era più compatibile di fronte al nuovo modello». Tutte le funzioni e tutte le responsabilità sono passate nelle mani di Bosetti, replicando l’accentramento contestato a Poliero? «Bosetti ora è controllato trenta volte di più di quanto lo fosse Poliero prima», è la risposta dell’amministratore delegato che rinvia alle competenze stabilite dai patti parasociali. E gli fa eco il presidente, Umberto D’Alessandro: «Il mutamento va accompagnato rimanendo protagonisti». È in corso una trattativa sulla «buonuscita» economica di Poliero, 500.000 euro e un corrispettivo pari al 25% degli utili che sfiorano i quattro milioni di euro. Ma i contrasti non sono rimasti tra le ovattate pareti di via Stazzi. E la polemica ha coinvolto anche il ritardo intorno al nuovo piano di sviluppo industriale. La presentazione del piano, annunciato per la fine maggio, è invece stato rinviato all’autunno: anche i contrasti Bosetti-Poliero avrebbero ingessato la progettualità. A rimarcarlo, è la Cisl che indica «i gravi ritardi nella discussione e nell’approvazione del piano industriale. La stessa integrazione tra le strutture di Acsm e di Agam ad oltre sei mesi dalla fusione delle due società, è rimasta ferma al palo». Il comunicato sindacale analizza la situazione:«Sono emerse rilevanti differenze tra l’amministratore delegato e il direttore generale e queste differenze non possono essere lette solo sul piano dei diversi caratteri o come difficoltà nelle relazioni personali - osserva la Cisl -. È bene che emergano e vengano evidenziate e discusse alla luce del sole, nei luoghi opportuni, consiglio d’amministrazione e consigli comunali, nonché nell’ambito dei confronti sindacali». I rappresentanti dei lavoratori si soffermano, tra l’altro, sulla necessità di sviluppare gli investimenti e di mantenere in maggioranza pubblica le azioni della nuova utility Acsm-Agam.
Maria Castelli

s.casiraghi

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