Mercoledì 04 Novembre 2009

Artigiani, il Fisco va avanti
"Faremo i controlli sui redditi"

L’Agenzia delle Entrate di Como va avanti lo stesso, accertamenti e verifiche. E per tutte le categorie, artigiani compresi. Gli studi di settore non sono ritenuti l’unico elemento, ma uno degli elementi, che compongono la valutazione di un’impresa. Il Fisco riparte da qui, da questa certezza, per capire e valutare, caso per caso, eventuali «omissioni tributarie». E poi - spiegano alla direzione delle Entrate - resta il contraddittorio fra le parti, sempre più uno strumento per conoscere realmente la situazione degli imprenditori, in grado di portare anche all’annullamento della richiesta di congruità. Gli studi di settore vengono, insomma, ritenuti un elemento indicativo e saranno comunque utilizzati, ma il loro excursus sarà utile principalmente per capire i motivi di incongruità e non per dare il via agli accertamenti, a differenza di quanto avveniva anni addietro. «Gli studi di settore, qualche anno fa, erano l’unico elemento da cui si partiva per procedere agli accertamenti - spiega Salvatore Fichera direttore dell’Agenzia delle Entrate di Como -. Ora invece si tengono conto anche di altre condizioni reali che fanno emergere la situazione complessiva dell’azienda. La distinzione non è solo per soggetto, ma anche per categoria. Noi, nella discussione successiva all’accertamento saremo più morbidi, cercheremo di capire maggiormente quali sono le difficoltà dell’azienda. Lo studio di settore è lo strumento oggi meglio tarato, e la discussione è la base del risultato finale. Certo che se compro per duemila euro e a fine anno dichiaro mille, è evidente che qualcosa non torna...». Insomma, anche in un periodo difficile come questo, l’Agenzia delle Entrate di Como continuerà a svolgere accertamenti: «Le verifiche non trovano origine solo dagli studi di settore, sono solo uno degli elementi da considerare». Per il direttore dell’agenzia di Como gli studi di settore sono stati ricalibrati e ora risultano essere più aderenti alla congiuntura economica e al reale stato dell’impresa: «Le tabelle, i dati sono realistici, poi avere dei risultati realistici non è sempre semplice. In ogni caso oggi, dopo un lungo lavoro di concerto, il risultato nato dagli studi di settore è molto vicino a quello che un’azienda realizza». In passato, in realtà, si fissava spesso un valore percentuale di presunto reddito oltre cui il contraddittorio non poteva andare: «Oggi non è più così. Finora lo si faceva per una questione di trasparenza, per non avere eccessive disparità di trattamento. Ora non accade più, ci si muove caso per caso». Se c’è un’incongruità si passerà alla discussione della situazione: «E la si vede subito l’incongruità fra risultati e studi di settore. Se può essere logico allora non adeguarsi? Dipende tutto dall’azienda».

s.casiraghi

© riproduzione riservata

Tags