Alberghi e prenotazioni online
«Serve più chiarezza normativa»

Al dibattito di Figino Serenza, confronto anche acceso con Trivago. «Ma la rete è anche un’opportunità». Oggi i dettagli sul giornale

Non è una guerra, ma servono regole. Ieri è emerso durante il confronto tra gli albergatori e le piattaforme online per prenotare viaggi. Serve un processo di riequilibrio, servono leggi chiare valide per tutti e un’accelerazione da parte del legislatore, più lento delle esigenze dei clienti.

Soprattutto, rimarcano gli esponenti del settore alberghiero, bisogna liberare il campo da ogni abuso di posizione dominante e dalle false recensioni. Il tema emerso con maggior forza, all’assemblea annuale del settore organizzata ieri da Confcommercio Como a Villa Argenta è stato proprio questo, la rivoluzione nel settore del turismo e quindi delle prenotazioni nelle strutture ricettive, che anche qui, come nella maggior parte dei settori dell’economia, vede la scomparsa delle intermediazioni.

Come è stato sottolineato dai relatori nella tavola rotonda moderata dal direttore de “La Provincia” Diego Minonzio, booking.com muove 40 miliardi ogni anno. Si sono invocati chiarezza normativa e adeguamento ai modelli europei. Oggi, ha spiegato il direttore di Confcommercio Graziano Monetti, 9 strutture alberghiere su 10 nel Comasco fanno riferimento all’associazione di categoria, compresi i bed&breakfast.

Tra i partecipanti Isabella Scaccia, Industry Manager di Trivago per l’Italia, che ha rivendicato l’eterogeneità del mercato e quindi la possibilità per i vari soggetti di coesistere.

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