Azienda salvata dai dipendenti  Patrolline, scommessa vincente
In Patrolline otto soci cooperatori e quattro dipendenti

Azienda salvata dai dipendenti

Patrolline, scommessa vincente

La cooperativa di Albavilla sorta dalle ceneri di Bestidea. Leader negli antifurti per auto, moto ed e-bike. Ora anche i dispostivi via app

Dal giorno in cui l’azienda di Albavilla ha acquisito il proprio status di azienda cooperativa (17 aprile 2015) ad oggi, la Patrolline Group non ha mai smesso di correre con il fatturato cresciuto, da un anno all’altro, sino al 17%.

Guidata dal presidente Angelo Chianese, Stefano Molinari, responsabile tecnico e dalla responsabile amministrativa Carolina Beretta, Patrolline ha imboccato nel marzo di quattro anni fa la via del workers buyout con un’operazione di acquisto di Bestidea, azienda ormai in crisi irreversibile, attraverso una cooperativa di ex dipendenti.

Con altri sei colleghi e grazie all’Anaspi, i lavoratori decisero allora di investire in una sfida coraggiosa e non certo priva di incognite. Un’operazione complessa, sostenuta da Confcooperative con il presidente Mauro Frangi e Michele Pscitelli che si è tradotta nell’affitto di Bestidea, quindi, nel marzo 2017, all’acquisizione completa.

«Aumentare la quota di mercato, mantenere clienti come Piaggio, Cimbali e Saeco (ora parte di Saga Coffee) e riuscire a guadagnarsi il titolo di cooperativa dinamica e all’avanguardia nel settore non solo degli antifurto per moto, auto e e-bike, ma più in generale della sicurezza applicata ad un’elettronica innovativa è stato un impegno che ci siamo presi davanti a chi ha scelto di credere in noi», a spiegare il ciclo di produzione che avviene interamente in Italia - progettazione, firmware e hardware compresi - è lo stesso Chianese, orgoglioso, insieme agli altri otto soci e ai quattro dipendenti, di aver suscitato l’interesse, fra gli altri, anche di Walter Veltroni, che di loro ha parlato nel film “Indizi di felicità”».

«Supportati da una rete commerciale e di vendita capillare su tutto il territorio nazionale, puntiamo ad intercettare e anticipare le possibili esigenze dei clienti finali, di immaginarci quali difficoltà o perplessità potrebbero incontrare, fornendo un’assistenza che va ben al di là della semplice installazione di un antifurto». «Con l’80% della quota del mercato nazionale, possiamo a ragione definirci leader del settore» fa presente infatti uno storico collaboratore, responsabile del canale vendite del Lazio e da trent’anni al fianco di Bestidea prima e di Patrolline ora. «Questa cooperativa - aggiunge - vende anche in Nord Africa, Portogallo, Ungheria, Ecuador, Argentina e Colombia e a marchi come Yamaha, Augusta e Ducati».

Non è più tempo di macchine che suonano per strada; ora l’automobile parla direttamente al nostro smartphone e ci avvisa se qualcuno si avvicina in modo sospetto. «Vi dirò di più - riprende il presidente di Patrolline - per facilitare i clienti interessati a misure di sicurezza legate alla tecnologia satellitare da maggio 2018 siamo diventati operatori virtuali e abbiamo una nostra sim telefonica user friendly da utilizzare sul proprio smartphone per l’installazione delle nostre app».

L’idea di produrre antifurti per auto ormai iper tecnologiche sembra un contro senso. Qual è il profilo del cliente tipo? «Ci poniamo spesso questo problema, ma purtroppo il bisogno di sicurezza sembra essere percepito da tutti in maniera sempre più pressante; vogliamo essere sicuri di poter intervenire prontamente per difendere le nostre proprietà, da qui il successo delle app legate allo smartphone, strumento sempre con noi» - continua Chianese - i costi per l’acquisto di un antifurto di ultima generazione sono oggi molto contenuti rispetto al passato; i prezzi variano da 350 a 500 euro circa e al momento dell’acquisto di una moto o, ad esempio, di uno scooter che ci permetta un trasferimento veloce da casa al lavoro, è un piccolo investimento da fare».


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