«Bonus e passione
Così cerchiamo
di tenere i giovani»

Filiera turistica in grande difficoltà per la mancanza di personale. Marco Montagnani, direttore del Victoria di Menaggio: «Puntiamo sulla formazione e sugli incentivi economici»

«Bonus e passione Così cerchiamo di tenere i giovani»
Marco Montagnani (al centro) con lo staff del Grand Hotel Victoria di Menaggio

Al Grand Hotel Victoria di Menaggio è piena stagione turistica, con tutto aperto e con il personale in piena attività. «Le persone in organico sono 163 e ad oggi siamo in 130. Ci mancano 30 persone soprattutto per i profili operativi» nota Marco Montagnani, general manager.

Una situazione speculare al quadro nazionale. «Mancano 350mila persone nel turismo e abbiamo il 10% di disoccupazione - ha detto sabato scorso il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia che propone “un’uscita graduale” del reddito di cittadinanza, ipotizzando un taglio del 50% per gli stagionali che accettino un impiego. Inoltre ha rilanciato la possibilità di reintrodurre i voucher nel settore agricolo e turistico. «Uno strumento efficace per il contrasto del lavoro nero» che «consente l’integrazione salariale, per chi lo vuole, in maniera semplice e trasparente».

Un incentivo economico che possa rendere gli stipendi degli operatori del turismo più attrattivi, soprattutto nella fascia di confine, senza costituire un ulteriore aggravio fiscale, è stata anche la proposta ieri di Luca Leoni, albergatori Confcommercio Como.

Un’altra ipotesi, complementare, può essere intervenire sul reddito di cittadinanza che, secondo gli imprenditori, frena la ricerca del lavoro per alcuni settori.

«Chi lavora, per esempio, 8 ore nei ristoranti aperti solo la sera certamente è stato influenzato dal reddito di cittadinanza - spiega Enrico Derflingher, chef originario di Varenna, presidente internazionale EuroToques, unione europea dei cuochi - intervenire sull’aspetto economico potrebbe orientare alcune scelte. Resta fondamentale agire anche sulla formazione perché il 75% dei giovani che termina gli studi nel settore alberghiero poi sceglie un altro lavoro. Molti sono gli studenti di origine straniera, hanno un’incidenza importante nel settore e rappresentano un’opportunità da considerare».

Il percorso

La difficoltà nel reperire personale è acuta nei profili più operativi come il personale generico per le pulizie nelle camere nel caso degli alberghi o di supporto in cucina per i ristoranti. «Quando le persone che si candidano hanno profili bassi si interviene con la formazione interna - è l’esperienza di Marco Montagnani - ma ci vuole tempo. I ragazzi formati lo scorso anno con la formula training on the job li abbiamo riassunti. Una di loro arriva dallo Iath di Cernobbio, altri sono studenti universitari con un percorso accademico centrato sulle lingue e poi noi li abbiamo introdotti all’ospitalità secondo determinati standard internazionali».

L’attrattività

Tutto questo è accaduto in febbraio, sarebbe impossibile ora a ridosso dell’alta stagione. È stato svolto un periodo di 15 giorni di affiancamento oltre a giornate in aula per una formazione specifica a un gruppo di 5 o 6 giovani che continua in un percorso di apprendimento con simulazioni di servizio.

«Dobbiamo dedicarci anche a costruire talenti e professionalità» sostiene Montagnani, ma il tema è come poi trattenere un tale investimento in capitale umano in un mercato aggressivo come quello comasco. «Utilizziamo i bonus che è possibile dare per invogliare i giovani a restare - spiega - a scaglioni eroghiamo una liberalità a chi continua a fermarsi perché c’è sempre il rischio di qualche defezione. Ma non è solo il sistema premiale che trattiene i ragazzi, una leva efficace è anche condividere la passione per questo lavoro, farli sentire orgogliosi e diventare noi un modello di ospitalità che possa garantire ai giovani la possibilità di crearsi una professionalità, quella che ora trovano a Ginevra, a Zurigo o a Gstaad».

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